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Martedì, 6 aprile 2004

Il marketing territoriale  
10:41:05 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La valorizzazione della montagna attraverso l’attivazione di un distretto.

Il distretto nelle aree montane si fonda essenzialmente su un sistema di micro-imprese, radicate nella cultura produttiva del luogo e collegate, sistematicamente ed umanamente, alle imprese territorialmente vicine, sulla base di quei rapporti di solidarietà insiti nella natura delle genti montane e fondate sulla necessità di rispondere alla complessità dei problemi esterni, spesso legati al contesto ambientale.

Il distretto montano si fonda principalmente sulla tradizione culturale, quale conoscenza sedimentata nel tempo, che genera valorizzazione delle produzioni locali, in quanto fortemente connotate dal fattore identità ed unicità, realizzate in base ad un know-how originato dalla esperienza artigiana, sperimentato ed accumulato fino a divenire patrimonio imprenditoriale.

Proprio in base alla sua origine montana, che portava l’uomo a convivere, senza sottomettersi, con l’elemento naturale, forzandolo, dove possibile, alle proprie esigenze, il distretto è un contesto fortemente elastico, in grado di adeguarsi alle situazioni, di autorigenerarsi, di modificarsi imprenditorialmente rispondendo alla competizione esterna,secondo un principio di flessibilità.

Il distretto montano si identifica con la dimensione della società locale, con le sue dinamiche, i suo tempi, definendo un contesto socio-economico coeso verso un obiettivo condiviso in cui i tempi dell’azienda, del lavoro e del tempo si intrecciano e la dimensione locale diventa un potenziale di sussidiarietà, fondamento per affrontare e risolvere le problematiche, in gran parte nell’ambito della comunità di persone e imprese.

Nelle aree montane diventa quindi estremamente interessante procedere ad una definizione, identificazione, riconoscimento e conseguente certificazione della tipologia di distretti, diversificandolo, per alcuni aspetti, dal distretto classico, per riconoscere invece le sue peculiarità legate al contesto montano, compiendo un’operazione insieme culturale ed economica, grazie alla quale quelli che potrebbero apparire i punti di debolezza diventano invece punti di forza:

  • dimensione limitate.
  • difficoltà di comunicazione
  • difficoltà di trasporti
  • isolamento
  • apparente bassa professionalità della maestranze
  

Mercoledì, 31 marzo 2004

Il marketing territoriale  
10:26:14 AM a cura di Roberto Marzolla e Romina Bonetti

Gli obiettivi di e-government

L’attuazione di una corretta politica di e-government può permettere ad un Ente Pubblico di conseguire i seguenti obiettivi strategici:

  • Coinvolgere il cittadino/utente suscitando in lui interesse e partecipazione;
  • Offrire ai cittadini la possibilità di partecipare in maniera attiva e dinamica alla cosa pubblica ( res pubblica);
  • Instaurare un sistema di comunicazione bidirezionale con l’utenza in tempo reale;
  • Produrre ed erogare servizi on-line su vasta scala ai cittadini;
  • Mettere a disposizione degli utenti servizi on-line;
  • Garantire a tutti l’accesso telematico alle informazioni ed ai servizi erogati;
  • Agevolare il lavoro del front office e del back office;
  • Stimolare ed accrescere la cooperazione fra gli enti preposti alla fornitura di servizi;
  • Facilitare l’interattività tra P.A. e cittadino;
  • Razionalizzare il sistema informativo e di erogazione delle informazioni;
  • Velocizzare e dinamicizzare i processi di decision taking;
  • Integrare gli uffici centrali e quelli periferici;
  • Garantire una maggiore trasparenza dell’azione pubblica

La possibilità per l’Ente pubblico di garantire servizi on-line può presentare una serie di vantaggi sia per il cittadino, sia per le imprese sia per i gruppi organizzati fra cui in particolare:

  • Servizi in tempo reale;
  • Servizi in qualsiasi luogo;
  • Servizi in qualsiasi momento della giornata;
  • Servizi personalizzati in maniera interattiva;
  • Rispetto della privacy nel trasferimento delle informazioni.
  

Lunedì, 22 marzo 2004

Il marketing territoriale  
12:42:41 PM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La politica di e-government

La politica di e-government è finalizzata all’applicazione delle tecnologie informatiche e della comunicazione al processo produttivo, organizzativo ed erogativo dei servizi da parte delle amministrazioni pubbliche.

L’e-government rappresenta quindi l’attività telematica della Pubblica Amministrazione. Nel corsi degli ultimi anni, il percorso di razionalizzazione e di deburocratizzazione intrapreso dalle pubbliche amministrazioni, ha trovato nell’information technology una forte spinta a realizzarsi per offrire servizi migliori ai cittadini/utenti, alle imprese ed ai gruppi organizzati.

L’implementazione di internet oltre a contribuire ad accelerare il processo di modernizzazione degli enti pubblici, ha fornito alla Pubblica Amministrazione nuovi strumenti per dare risposte adeguate e moderne alle sempre crescenti esigenze degli utenti.

L’information technology può quindi divenire il punto di forza di un’eventuale strategia di marketing attuata dall’Ente Pubblico.

L’implementazione di una politica di e-government può aiutare l’Ente Pubblico a riprogettare:

  • la propria comunicazione;
  • il proprio back office;
  • il proprio rapporto relazionale con i cittadini e le imprese;
  • le politiche di telelavoro;
  • la propria offerta on-line di servizi;
  • il controllo del consenso pubblico;
  

Lunedì, 15 marzo 2004

Il marketing territoriale  
9:17:29 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La politica del “pricing”

Offrire servizi presenta per l’Ente Pubblico diverse possibilità di pricing fra cui:

  • servizi pubblici offerti gratuitamente;
  • servizi pubblici offerti a prezzi sociali,
  • servizi pubblici offerti con prezzi e/o tariffe;

Operare una scelta di pricing implica da parte dell’Ente Pubblico la necessità di tenere in considerazione alcuni condizionamenti fondamentali quali:

  • la valenza socio-istituzionale: il servizio è offerto ai cittadini utenti perché l’erogazione del servizio è un loro diritto;
  • le offerte concorrenziali, in quanto non si possono ignorare i prezzi di altre offerte concorrenziali pubbliche e/o private;
  • la missione dell’Ente Pubblico: ogni ente ha una sua missione da svolgere. L’attività d pricing dovrà essere finalizzata ad incoraggiarla e renderla attuabile.

I prezzi anche per l’Ente Pubblico dovranno essere calcolati nella misura del possibile, sulla base di fattori gestionali, tenendo sempre nella massima considerazione i destinatari e le loro esigenze.

Per l’ente pubblico infatti il prezzo riceve una valutazione che non tiene conto del profitto monetario, ma di quello sociale.   


Martedì, 9 marzo 2004

Il marketing territoriale  
9:08:48 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

Il costing

Attraverso il costing, si provvede ad assicurare all’Ente Pubblico in primo luogo una buona gestione economica ed in secondo luogo un’adeguata trasparenza nell’impiego di tutte le risorse che vengono messe a disposizione dell’ente.

Implementare una buona pratica di costing significa gestire nel miglior modo possibile la problematica dei costi ed esercitare su di essi una vigilanza costante, riuscendo a ridurli senza però variare al ribasso la qualità ed il livello dei servizi erogati.

Attraverso una buona pratica di costing sarà quindi possibile per l’ente pubblico raggiungere i seguenti obiettivi:

  • mantenere il necessario rispetto dell’accessibilità della domanda;
  • predisporre una corretta individuazione dei costi e la relativa ripartizione delle risorse;
  • verificare il raggiungimento degli obiettivi in base alla ripartizione effettuata;
  • rilevare i fattori economici dei fattori produttivi;
  • individuare l’equilibrio della gestione rispetto alle entrate ed alle uscite;
  • avare un efficace sistema di misurazione dei costi;
  • confrontare l’offerta con altre della concorrenza pubblica e privata;
  • assicurare all’ente pubblico una maggiore trasparenza in relazione all’utilizzo delle risorse;

Per attivare una valida pratica di costing occorre però implementare alcuni interventi fra cui:

  • puntuale contabilità;
  • controllo degli acquisti per favorire risparmi nei costi;
  • pianificazione;
  • copertura dei servizi con ricavi diretti;
  • esternazionalizzazione;
  • decentramento;
  • alleanze con i privati;
  

Lunedì, 1 marzo 2004

Il marketing territoriale  
10:46:02 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

L’importanza della conoscenza del mercato pubblico.

Un momento di strategica importanza per l’attuazione del marketing è senza dubbio l’identificazione del mercato pubblico oggetto.

La ricerca di mercato può denotare tutta una serie di dati in grado di giungere ad una identificazione del mercato pubblico che significa individuare tutte le connotazioni di mercato per facilitare l’approccio da parte dell’ente pubblico e limitare il campo di riferimento a quanto l’offerta pubblica deve raggiungere.

Conoscere il mercato pubblico fornisce all’Ente Pubblico l’opportunità di leggere ed individuare le opportunità ed i vincoli che lo caratterizzano, conseguendo una serie di finalità per il processo di marketing fra cui quelle di:

  • disporre di informazioni quali/quantitative per rispondere alle esigenze ed alle aspirazioni della domanda con il giusto servizio;
  • raccogliere tutte le indicazioni per formulare un idoneo servizio pubblico e per erogarlo nella maniera più ottimale possibile;
  • supportare la segmentazione degli utenti in segmenti target;
  • individuare il posizionamento più idoneo nel mercato pubblico dell’ente e della sua offerta;

L’Ente Pubblico può quindi assolvere nel migliore dei modi a queste esigenze solo nella misura in cui è in grado di disporre di tutti i fattori conoscitivi capaci di condizionare le politiche e le strategie di marketing che l’ente deciderà di intraprendere.

I fattori conoscitivi del mercato pubblico sono:

  • fattori di mercato;
  • fattori geografico – territoriali;
  • fattori demografici;
  • fattori politici;
  • fattori economici;
  • fattori sociali;
  • fattori tecnologici;
  • fattori culturali professionali;
  • fattori giuridico – legislativo;
  

Venerdì, 20 febbraio 2004

Il marketing territoriale  
9:47:23 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

Il processo produttivo del back office.

All’origine di ogni prodotto e/o servizio pubblico, c’è un’attività cosiddetta di “back office” che lo studia, lo predispone e permette agli erogatori di disporne e di erogarlo in maniera efficace ed efficiente.

Attivare un processo di back office, prevede la messa in dinamica di una serie di attività orizzontali che coinvolgono più uffici dell’ente pubblico.

Il lavoro di back office potrà conseguire un elevato grado di efficienza e di efficacia solo nel momento in cui sarà in grado di disporre di interventi base quali:

  1. l’ organizzazione del lavoro di supporto all’erogazione: in particolare per ciò che attiene agli aspetti relativi al servizio da erogare, alla sua accessibilità agli aggiornamenti da apportare ecc.
  2. la gestione a monte della comunicazione con gli utenti cittadini;
  3. l’organizzazione fra gli uffici interni;
  4. l’ integrazione con altri enti pubblici;
  5. l’organizzazione dei dati raccolti nel front office ed i relativi interventi;

L’elaborazione di una buona politica di prodotto dovrà basarsi su di un valido processo produttivo caratterizzato da uno specifico percorso che dovrà comprendere:

  1. l’ideazione/studio;
  2. la progettazione e/o la fattibilità;
  3. la realizzazione del servizio;
  4. la valutazione;
  5. la disponibilità;
  6. il controllo e/ la verifica;
  



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