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Martedì, 27 aprile 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
10:12:14 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

Gli attori del processo di internazionalizzazione della comunicazione d’impresa

L’armonizzazione internazionale in atto richiede un consenso sopranazionale la cui complessità deriva da profondi diversificazioni dei modelli contabili nazionali e dalla difficile individuazione di fonti di statuizione.

Gli attori di questo processo possono qualificarsi in:

  • organismi politici
  • organismi tecnici

La collaborazione ed il contributo di entrambi questi organismi permette di realizzare il processo di internazionalizzazione.

Sul piano politico, un ruolo di particolare rilevanza viene rivestito dall’Unione Europea. Sul piano tecnico merita citazione lo I.A.S.C. oggi rinominato I.A.S.B. ovvero International Accounting Standard Board e I.O.S.C.O. (International Organization of Security Commission).

Il ruolo e l’attività di questi organismi, politici e tecnici, può così essere riassunto:

  • Unione Europea - Armonizzazione normativa
  • I.O.S.C. - Convergenza delle attese informative
  • I.A.S.B. - Consenso sui riferimenti tecnici
  

Martedì, 20 aprile 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
10:19:00 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

Le PMI e l’allargamento dell’Unione Europea.

In una sua recente comunicazione (Com.2003 n.26) la Commissione Europea ha individuato e evidenziato le principali misure che l’Unione Europea dovrà adottare per migliorare la competitività delle proprie PMI ed in particolare delle piccole imprese sui mercati internazionali in vista del prossimo allargamento dell’Unione Europea ai 10 nuovi paesi candidati.

I provvedimenti che dovrebbero essere adottati per il conseguimento di questo obiettivo sono:

  • intensificare lo scambio delle prassi migliori;
  • infondere nei giovani lo spirito imprenditoriale: occorre, da un lato, sviluppare l'insegnamento delle attività imprenditoriali fin dalla più tenera età e, dall'altro, l'accesso dei lavoratori dipendenti delle PMI a fonti di apprendimento;
  • creare una cultura imprenditoriale nei paesi candidati;
  • porre le piccole e medie imprese al primo piano in tutte le politiche dell’Unione Europea: nel periodo 2000 – 2006, 16 miliardi d'euro, cioè l'11% dei fondi strutturali, sono destinati a progetti a sostegno delle PMI.
    La stessa politica in materia di ricerca e sviluppo (R&S) ha orientato varie attività sul miglioramento della competitività delle piccole e medie imprese.
  •   

Martedì, 13 aprile 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
10:55:41 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La responsabilità sociale delle imprese

Nel luglio 2001, la Commissione ha presentato il Libro verde "Promuovere un quadro europeo per la responsabilità sociale delle imprese".

La responsabilità sociale delle imprese è definita come "l'integrazione su base volontaria dei problemi sociali ed ambientali delle imprese nelle loro attività commerciali e nelle loro relazioni con le altre parti" in quanto imprese e società sanno che un comportamento responsabile può essere la premessa di un successo commerciale durevole.
Adottando comportamenti socialmente responsabili, le imprese possono infatti gestire il cambiamento in modo consapevole sul piano sociale, cercando di trovare un compromesso equilibrato tra le esigenze e i bisogni delle parti interessate in termini che siano accettabili per tutti.

Le imprese prendono sempre più coscienza del fatto che gli obiettivi di un successo commerciale sostenibile e di benefici durevoli per gli azionisti (shareholder value) non sono perseguibili massimizzando i profitti a breve termine, bensì adottando comportamenti vigili nei confronti del mercato e allo stesso tempo responsabili.
Esse sono coscienti del fatto che possono contribuire allo sviluppo sostenibile gestendo le loro operazioni in modo tale da rafforzare la crescita economica e la loro competitività senza arrecare danno all'ambiente, senza sfuggire alle proprie responsabilità sociali e senza trascurare gli interessi dei consumatori.

Le principali caratteristiche che un impresa deve rispettare nell'applicazione dei principi della responsabilità sociale sono:

  • adottare un comportamento socialmente responsabile al di là delle prescrizioni legali ed assumere volontariamente tale impegno in quanto ritengono che ciò sia nel loro interesse sul lungo periodo;
  • la responsabilità sociale delle imprese deve essere intrinsecamente connessa con il concetto di sviluppo durevole: nelle loro attività le imprese devono tener conto anche delle ripercussioni economiche, sociali ed ambientali;
  • la responsabilità sociale non deve essere elemento "addizionale" alle attività fondamentali delle imprese, ma correlata con il tipo di gestione stessa delle imprese.
  

Venerdì, 2 aprile 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
12:57:43 PM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

Il ruolo del Simest, la società italiana per le imprese all’estero.

La Simest è una società per azioni istituita nel 1990 dal Ministro del Commercio Estero con legge n°100 del 24 aprile 1990.

La Simest, SIMEST S.p.a ha per oggetto la partecipazione ad imprese e società all'estero promosse o partecipate da imprese italiane nonché la promozione ed il sostegno finanziario, tecnico-economico ed organizzativo di specifiche iniziative di investimento e di collaborazione commerciale ed industriale all'estero da parte di imprese italiane, con preferenza per quelle di piccole e medie dimensioni, anche in forma cooperativa, comprese quelle commerciali, artigiane e turistiche.

I principali obiettivi di Simest sono:

  • promuovere la costituzione di società all'estero da parte di società ed imprese, anche cooperative, e loro consorzi e associazioni, cui possono partecipare enti pubblici economici ed altri organismi pubblici e privati;
  • partecipare a società ed imprese all'estero, anche già costituite;
  • sottoscrivere obbligazioni convertibili in azioni e acquistare certificati di sottoscrizione e diritti di opzione di quote o azioni delle società ed imprese;
  • partecipare ad associazioni temporanee di imprese e ad altri accordi di cooperazione tra società ed imprese all'estero;
  • effettuare, a favore delle società ed imprese partecipate, ogni altra operazione di assistenza tecnica, amministrativa, organizzativa e finanziaria;
  • effettuare ricerche di mercato, sondaggi e studi di fattibilità, anche mediante apposite convenzioni, preordinate alla costituzione di società ed imprese all'estero, anche d'intesa con l'Istituto nazionale per il commercio estero (ICE);
  • rilasciare garanzia in favore di aziende ed istituti di credito italiani o esteri per finanziamenti a soci esteri locali a fronte della loro partecipazione nelle società ed imprese;
  • partecipare, in posizione di minoranza, a consorzi e società consortili, anche miste, fra piccole e medie imprese che abbiano come scopo la prestazione di servizi reali a favore di imprese all'estero ed usufruiscano dei contributi o di altre agevolazioni del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
  • concedere finanziamenti di durata non superiore ad otto anni, alle imprese o società estere nell’ambito di operazioni di cofinanziamento con la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), con la Banca Europea per gli investimenti (BEI), con l’ International Financial Corporation (IFC) in misura non eccedente il 25% dell’impegno finanziario previsto dal programma economico dell’impresa o società estera;
  • partecipare a società italiane o estere che abbiano finalità strumentali correlate al perseguimento degli obiettivi di promozione e di sviluppo delle iniziative di imprese italiane di investimento e di collaborazione commerciale ed industriale all’estero, quali società finanziarie, assicurative, di leasing e di factoring.
  

Mercoledì, 24 marzo 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
11:19:19 AM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La tutela della proprietà intellettuale delle imprese.

Le differenze tra le normative nazionali sulla proprietà intellettuale (espressione che comprende la proprietà industriale, il diritto d'autore e i diritti connessi) possono costituire barriere di protezione che ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi nonché il libero gioco della concorrenza, principi che sono alla base del mercato comune europeo.

La protezione della proprietà intellettuale è naturalmente assicurata da numerose convenzioni internazionali. L'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) e più recentemente l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sono responsabili dell'attuazione di numerosi trattati e convenzioni a livello internazionale.

Sul fronte della proprietà industriale, la Commissione ha concentrato i suoi lavori sui marchi, adottando misure destinate da un lato ad istituire un marchio comunitario e dall'altro ad armonizzare la legislazione sui marchi nazionali.

Il primo strumento riguarda l'armonizzazione dei diritti nazionali, oggetto infatti di una direttiva che armonizza le condizioni per la registrazione di un marchio nazionale e i diritti conferiti da un tale marchio.

Il secondo strumento, il regolamento sul marchio comunitario, adottato dal Consiglio il 20 dicembre 1993, permette al titolare di commercializzare i suoi prodotti in tutta la Comunità e di beneficiare di regole uniche di protezione.

Esso è completato da un regolamento di esecuzione, da un regolamento sui diritti di marchio e da un regolamento sulla procedura di ricorso alle camere istituite nell'ambito dell'"Ufficio di armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)" con sede ad Alicante (Spagna).   


Mercoledì, 17 marzo 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
9:26:40 AM a cura di Roberto Marzolla

Il ruolo degli Innovation Relay Centres (IRC)

L’Innovation Relay Centres (IRC) è un network europeo incaricato di fornire alle imprese tutta una serie di servizi finanziari finalizzati migliorare e facilitare i processi di trasferimento tecnologico.

La vasta gamma di servizi offerti dall’Innovation Relay Centres prevedono in primo luogo servizi di assistenza tecnologica, nella ricerca dei partner, nell’accesso ai finanziamenti per l’innovazione e nell’organizzazione di eventi a carattere tecnologico.

Gli Innovation Relay Centres, garantiscono inoltre alle piccole e medie imprese tutta una serie di ulteriori servizi per lo sviluppo di azioni di cooperazione transnazionale nei settori ad alta tecnologia, attraverso la creazione di sinergie con le strutture di supporto nazionali e regionali.

La rete degli Innovation Relay Centres, è stata istituita dalla Commissione Europea nel 1995, ed oggi raggruppa circa 68 centri dislocati in 31 paesi.

Dalla data della sua istituzione, la rete degli Innovation Relay Centres, ha fornito assistenza in più di 5.000 processi di trasferimento tecnologico ed ad assistito più di 65.000 aziende.

Il coordinamento centrale del network degli Innovation relay Centrs, è oggi situato in Lussemburgo.   


Mercoledì, 10 marzo 2004

Internazionalizzazione delle PMI  
1:31:01 PM a cura di Romina Bonetti e Roberto Marzolla

La cooperazione tra imprese : il ruolo dei Centri Europei di impresa e innovazione (II parte).

I Centri Europei di Impresa e Innovazione si configurano come uno strumento integrato per lo sviluppo locale, in grado di praticare un approccio dinamico capace di suscitare da parte dei soggetti imprenditoriali locali la domanda di bisogni, sulla base della quale strutturare le modalità operative di servizi quali:

  • servizi di orientamento adeguati al contesto locale e dotati della necessaria flessibilità (assistenza professionale agli imprenditori nella realizzazione delle loro progettualità);
  • organizzazione delle complementarietà e delle sinergie: orientamento e guida rispetto ad altri strumenti di sostegno e di servizio alle PMI del territorio;
  • cooperazione in rete: su quattro livelli: locale; regionale; nazionale; regionale;
  • gestione professionale;
  • consulenza a rischio: la capacità di attrarre finanziamenti non solo attraverso le linee di credito tradizionali, ma anche e soprattutto attraverso i cosiddetti finanziamenti a rischio;
  • concezione di innovazione economica: l’innovazione non riguarda prettamente la sfera tecnologica, ma tutto il processo economico nel suo insieme.
    Il concetto di innovazione che viene proposto, non si produce in maniera puntuale, ma segue un processo iterativo “incremental innovation”.

L’innovazione promossa dai CEII si inserisce in una concezione globale dell’impresa e ne riguarda tutte le sue componenti. Si tratta di un concetto di innovazione che non è fine a se stesso, ma si inserisce all’interno della strategia e del piano di sviluppo stessi dell’impresa e scaturisce dalle esigenze e dal conteso locale dell’impresa (demand driver innovation).

Lo sviluppo territoriale delle attività economiche, legate principalmente alla ricerca ed alla innovazione tecnologica, deve essere in grado di coniugare la dimensione locale con quella internazionale ed imporre l’erogazione di servizi di prossimità in grado di favorire non solo l’emergere di iniziative ben radicate sul territorio, ma di permetterne allo stesso tempo la loro diffusione sui mercati europei.
La funzione svolta dai CEII ha permesso di comprovare una volta di più i vantaggi che possono essere offerti da un sistema integrato di servizi alle PMI orientate verso l’innovazione.
Questi vantaggi permetto da un lato alle imprese di predisporre progetti innovativi ricevendone allo stesso tempo un’assistenza tecnica personalizzata nella fase di attuazione grazie all’acquisizione di una maggiore fiducia nelle proprie capacità di sviluppo e dall’altro agli enti territoriali di disporre strumenti pubblici di interfaccia e di strumenti di rilancio economico a livello locale e regionale.

La collettività locale ha l’opportunità di partecipare in prima persona alle dinamiche imprenditoriali ed alla diffusione della cultura dell’innovazione attraverso progetti costruttivi con ricadute positive per l’intero tessuto industriale ed economico, consentendo di migliorare l’efficacia e l’efficienza degli investimenti pubblici in termini di creazione diretta e/o indiretta di posti di lavoro durevoli.

L’azione innovativa dei Centri Europei di Impresa e Innovazione, sullo sviluppo di imprese e sul rinnovo del tessuto industriale preesistente, si misurano in funzione del tempo necessario alla riconversione di una zona o di una regione ed è strettamente collegata all’interdipendenza di fattori quali: la coesione del partenariato locale, la professionalità e la capacità imprenditoriale del CEII e l’elevato livello di sinergia con gli ambienti istituzionali e professionali.

Il ruolo dei CEI può esplicarsi sia sul piano locale, per sostenere lo sviluppo endogeno del territorio, sia sul piano regionale e nazionale, per l’attuazione di leggi e di programmi a favore delle giovani imprese e della diffusione dell’innovazione.

Nell’ambito della Politica Regionale Europea, ed in particolare nel contesto delle Azioni Innovative i Centri Europei di Impresa e Innovazione dovrebbero essere in grado di rendere complementari le loro attività con le strategie regionali di innovazione.   




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