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a cura di Maria Teresa Pellicori
IL PRESIDENTE CIAMPI RICEVE LA MONTAGNA AL QUIRINALE
Si sono concluse ieri pomeriggio al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, le celebrazioni per la Seconda Giornata Internazionale delle Montagne.
In prima fila, il Presidente dell’Uncem Enrico Borghi, il Vicepresidente Vicario Valerio Prignachi, i Vicepresidenti Roberto Vaglio e Lucio Cangini.
Nel corso dell’evento, che ha registrato anche l’intervento del ministro per gli Affari regionali con delega alla montagna Enrico La Loggia, del Sen. Augusto Rollandin, Presidente del Gruppo parlamentare Amici della montagna e del Vicedirettore generale della Fao, ambasciatore Ludovico Incisa di Camerana, il Presidente della provincia di Brescia Alberto Cavalli ha consegnato al Presidente Ciampi un dono particolare: un’edizione unica, realizzata appositamente per l’occasione, della pubblicazione che raccoglie i sentieri della resistenza bresciana, realizzata dal “Gruppo Operativo Volontario dei Sentieri della Resistenza Bresciana” a cui è stato inoltre allegato un olio di Eugenio Busi, pittore bresciano che raffigura il Monte Guglielmo, una delle montagne simbolo di quei territori.
Il libro illustra i 28 sentieri, dalla pianura fino al Mortirolo, teatro di una delle più aspre e dure battaglie, per complessivi 500 km.
Un’iniziativa immaginata 20 anni fa e resa concreta dall’azione del “Gruppo Operativo Volontario dei Sentieri della Resistenza Bresciana” e dal concorso economico della provincia di Brescia.
“Il progetto – ha detto l’assessore alla provincia di Brescia e Vicepresidente Vicario dell’Uncem Valerio Prignachi – nasce come programma educativo rivolto verso i bambini stranieri colpiti da calamità belliche, che vengono ospitati in vecchie strutture militari della Grande Guerra, recuperate e riadattate per la situazione”.
“I sentieri della resistenza bresciana – ha aggiunto Prignachi – diventano perciò teatro di una grande iniziativa di promozione della fratellanza attraverso il messaggio di pace che nasce dalle montagne.
Padre Pippo Ferrari si prodiga da anni sulle montagne del bresciano per garantire periodi di svago e di ricostituzione fisica e morale ai bambini di Cernobyl, presso il centro di Coccaveglie, in Valle Sabbia.
Dalla prima idea ad oggi il progetto è cresciuto, grazie anche alla cooperazione del centro di Valledrane, ed ora si apre anche ai bambini palestinesi e israeliani, chiamati a sperimentare il grande valore della convivenza pacifica, e ai bambini di Beslan, vittime sopravvissute di una delle peggiori pagine del terrorismo moderno”.
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