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| Problematiche ambientali in aree montane |
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2:53:54 PM
Salvaguardia Ambientale - Progetti ed Interventi nelle Comunità Montane
Regione: Friuli Venezia Giulia
Comunità Montana: Del Carso
Enti Coinvolti: Comunita’ Montana Del Carso – Kra_ka Gorska Skupnost e Comune Di Sgonico.
Il progetto riguarda due ex cave.
Tali cave si presentano come “sfregi” notevolmente profondi e rigidi e sono caratterizzate dalla presenza di alcuni manufatti che testimonio il lavoro dei cavatori di un tempo.
Con questa iniziativa si prevede la messa in sicurezza mediante adeguata protezione, ripristino ambientale con creazione di uno stagno di acqua piovana per il ripopolamento dell’area da parte di anfibi e quale abbeveratoio per gli animali selvatici, piantumazione di specie arboree da dolina, sottobosco di bulbose primaverili
I risultati previsti sono: il recupero ambientale con creazione di un luogo fresco ed ombreggiato tipico della dolina carsica e la creazione di uno stagno.
Regione: Piemonte
Comunità Montana: Val Pellice
Enti Coinvolti: Comunità Montana Val Pellice e Parco Naturale del Queyras.
Il progetto comprende un ampio spetro di inizialive come:
- Cartografia tematica delle biodiversità vegetali.
- Biomonitoraggio della qualità dell'aria mediante l'utilizzo dei licheni.
- Continuazione e ampliamento delle ricerche su Salamandra Lanzai.
L'obiettivo è la volontà da parte della Comunità Montana di creare una cartografia tematica delle biodiversità vegetali del territorio di Queyras – Val Pellice.
I risultati previsti sono: la valorizzazione e conservazione risorse naturali e ambientali, la valorizzazione del turismo ambientale e quella del patrimonio storico-culturale.
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| Problematiche ambientali in aree montane |
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1:43:46 PM
a cura di Elena Gallinaro
Salvaguardia Ambientale - Progetti ed Interventi nelle Comunità Montane
Regione: Friuli Venezia Giulia
Comunità Montana: Valli del Torre
Enti Coinvolti: Comunità Montana delle Valli del Torre – Comunità Montane territorio 5b – Regione Friuli – Venezia Giulia – Provincia di Udine
Il progetto riguarda il completamento e l’implementazione della rete regionale di telerilevamento idrometeorologico ed ambientale ai fini di protezione civile relativa ad un territorio montano estremamente sensibile precedentemente non coperto dalla rete regionale esistente.
L'obiettivo è la possibilità di monitorare le situazioni di rischio idraulico in area montana con visibilità dei dati a livello locale mediante l’utilizzazione di rete telematica e ponti radio.
Il risultato previsto è: l'estensione del monitoraggio del rischio idraulico sull’area montana del Friuli Venezia Giulia.
Regione: Toscana
Comunità Montana: Valtiberina Toscana
Enti Coinvolti: Comunità Montana Valtiberina Toscana e Comuni di: Pieve Santo Stefano - Sansepolcro.
Le due aree oggetto di intervento sono i siti di due ex discariche di R.S.U. da tempo ormai inutilizzate, ma nelle quali persiste una alta potenzialità inquinante, essendo entrambe situate nelle immediate vicinanze del fiume Tevere, inoltre quella di Fungaia si trova a monte dell’invaso di Montedoglio, utilizzato per scopi irrigui ed idropotabili.
La bonifica dei due siti interessati: dal sito di Fungaia in comune di Pieve S. Stefano i rifiuti verranno completamente eliminati e trasportati nel sito di Santa Fiora in Comune di Sansepolcro ove, mediante procedimenti di inertizzazione, di impermeabilizzazione e di eliminazione delle maleodoranze verranno resi innocui.
I risultati previsti sono: recupero, dal punto di vista ambientale, dei siti delle due ex discariche e le zone limitrofe eliminando tutti gli inconvenienti ambientali ed ecologici derivanti dalla presenza delle medesime. Inoltre verrà eliminato qualsiasi afflusso di liquami nel fiume Tevere e nell’invaso di Montedoglio.
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| Lunedì, 26 settembre 2005 |
| Problematiche ambientali in aree montane |
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12:23:47 PM
a cura di Elena Gallinaro
Salvaguardia Ambientale - Depurazione e formazione
Sempre sotto la dicitura “Salvaguardia Ambientale” vengono considerati la gestione dei rifituti e la depurazione delle acque.
Le Comunità montane sono attualmente organizzate nei settori tecnici in maniera molto diversificata e svolgono numerose funzioni.
Nella gestione dei servizi sono spesso presenti: la gestione dei rifiuti e la depurazione delle acque.
Come riportato ad esempio nell' articolo 11 ( "Esercizio associato di funzioni e gestione associata di servizi pubblici") della legge sulla montagna (n.97 del 31 gennaio 1994) "Nuove disposizioni per le zone montane" :
Le comunità montane promuovono l'esercizio associato di funzioni e servizi comunali con particolare riguardo ai settori di:
- costituzione di strutture tecnico-amministrative di supporto alle attività istituzionali dei comuni con particolare riferimento ai compiti di assistenza al territorio;
- raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani con eventuale trasformazione in energia; ecc...
Numerose anche le leggi regionali che attribuiscono alle Comunità Montane questi servizi.
Spesso, quando è necessario organizzare la raccolta dei rifiuti per comuni con basso numero di abitanti, si utilizzano i confini della Comunità Montana per stabilire i criteri per creare i bacini di raccolta rispettando i confini delle attuali unità amministrative.
L'ultima tematica è la formazione di operatori e tecnici ambientali.
Le possibilità concrete di trasformare l’interesse per l’ambiente in una vera e propria professione sono aumentate rispetto al passato.
Dedicare la propria attività lavorativa alla soluzione delle problematiche ambientali, rispetto al passato, significa sempre più occuparsi di tematiche come lo sviluppo eco-sostenibile, la tutela dell’ambiente o l’impatto ambientale allo scopo di individuare nuovi equilibri fra lo sviluppo economico e la salvaguardia del benessere collettivo.
In questo contesto l’universo delle professioni ambientali è molto diversificato e può offrire molteplici opportunità di lavoro dai contenuti tecnici più o meno elevati.
Tra le figure professionali che operano nel settore della tutela ambientale: biologo marino, comunicatore ambientale, educatore ambientale. esperto di bio-edilizia. esperto di agricoltura biologica, esperto nella gestione di impianti di trattamento dei rifiuti urbani, gestore di parchi e aree protette, tecnico dell’informazione sui rifiuti urbani, tecnico forestale.
Nelle pillole seguenti saranno riportati in breve progetti ed interventi realizzati dalle Comunità Montane nell'ambito della Salvaguardia Ambientale.
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| Lunedì, 12 settembre 2005 |
| Problematiche ambientali in aree montane |
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2:54:26 PM
a cura di Elena Gallinaro
Salvaguardia Ambientale - Monitoraggio
Sotto la dicitura “Salvaguardia Ambientale” sono state considerate numerose tematiche con le quali le Comunità Montane si devono confrontare.
Per quanto concerne ad esempio il monitoraggio delle risorse ambientali (strattamente connesso a quello dell'inquinamento ed alla tutela della flora e della fauna), numerosi sono ormai gli interventi in quest'ambito con azioni di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale.
Tali azioni concorrono inoltre alla promozione di uno sviluppo sostenibile ma sono altresì finalizzate ad offrire servizi ad altri Enti, pubblici e privati, impegnati nella programmazione e nella gestione della variabile ambientale.
Di seguito vengono riportarte alcune delle numerosissime finalità raggiungibili mediante l'effettuazione del monitoraggio:
- conservazione di specie animali o vegetali, di associazioni vegetali o forestali, di singolarità geologiche, di formazioni paleontologiche, ecc..
- osservazione dei fenomeni innovativi o degenerativi legati alle attività agro-pastorali (protezione del patrimonio genetico varietale, abbandono, intensificazione delle coltivazioni, competizione alimentare)
- applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale
- promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica
- difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici
- difesa del suolo, attraverso l’acquisizione di dati quantitativi e qualitativi ed il controllo delle situazioni evolutive nelle aree a rischio
- prevenzione degli incendi con la definizione delle aree a rischio e la formazione di linee guida di orientamento alle attività di prevenzione e di recupero delle aree incendiate
- controllo del livello quantitativo e qualitativo delle acque con particolare riferimento ai prelievi (ai fini di riduzione delle dispersioni e degli abusi, e di razionalizzazione delle captazioni), ai rilasci (per garantire il deflusso minimo vitale), alle fonti inquinanti, agli effetti di tali attività sulle biocenosi acquatiche
Per ottenere di rilevare e misurare determinati fenomeni ambientali solitamente si realizza un Sistema di Monitoraggio Ambientale costituito da numerosi sensori che agiscono in loco in determinati punti del territorio, o a distanza, su area più vasta (telerilevamento).
Questo significa una disponibilità di numerosi dati che potranno essere analizzati ed elaborati secondo opportuni modelli in grado di comprendere ed interpretare il fenomeno indagato e di prevederne l’evoluzione sia temporale che spaziale.
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| Giovedì, 8 settembre 2005 |
| Problematiche ambientali in aree montane |
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10:29:15 AM
a cura di Elena Gallinaro
Settore Idrogeologico - Progetti ed Interventi nelle Comunità Montane
Regione: Emilia Romagna
Comunità Montana: 5 Valli bolognesi
Enti Coinvolti:
Comunità Montana 5 Valli bolognesi
Interventi di consolidamento e presidio di pendici instabili e sponde fluviali in erosione in località Macchiarelle (Comune di San Benedetto Val di Sambro).
Obiettivi degli interventi sono il ripristino e l'eliminazione delle cause del dissesto delle sponde fluviali, attraverso la limitazione dell’effetto di erosione di fondo operato dal fiume Rio.
Il versante spondale del Rio Maggio, presenta fenomeni gravitativi che hanno parzialmente occluso il Rio e hanno lambito marginalmente la S.P. 60.
L’intervento prevede la realizzazione di una briglia in calcestruzzo armato a valle della zona di dissesto per favorire un innalzamento del fondo dell’alveo.
I risultati previsti sono: il consolidamento della sponda in destra idraulica; la realizzazione una rete di trincee drenanti lungo il versante e una sua riprofilatura, con la posa di palizzate in legname.
Regione: Piemonte
Comunità Montana: Valle Maira
Enti Coinvolti:
Comuni Di Marmora, Canosio, San Damiano Macra, Cartignano, Dronero, Provincia di Cuneo,Comunità Montana “Valle Maira”
Lavori Di Manutenzione Idraulico Forestale Sui Torrenti Maira, Marmora E Preit Di Canosio dettati dalla necessità di intervenire con la manutenzione delle sponde e dell’alveo al fine di evitare pericoli in caso di piene per gli abitati.
Con il passare degli anni, in seguito all’abbandono delle normali pratiche colturali da parte degli agricoltori che hanno abbandonato la montagna e le zone non meccanizzabili, la vegetazione è cresicuta in modo invadente andando ad inficiare l’efficienza idraulica dei corsi d’acqua, si sono creati pericolosi accumuli di materiale.
Gli interventi consistono nel taglio selettivo della vegetazione dei torrenti secondari per diminuire il trasporto solido eliminando gli accumuli dei materiali depositati sull’asta del Maira e le piante potenzialmente asportabili dal Maira stesso.
I risultati previsti sono:la messa in sicurezza dei tratti interessati e la riduzione del rischi di esondazione in caso di piena.
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| Giovedì, 1 settembre 2005 |
| Problematiche ambientali in aree montane |
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10:05:34 AM
a cura di Elena Gallinaro
Settore Idrogeologico - Progetti ed Interventi nelle Comunità Montane
Regione: Piemonte
Comunità Montana: Valle Maira
Enti Coinvolti: Comuni di Prazzo e Canosio, Provincia di Cuneo, Comunità Montana “Valle Maira”.
Lavori Di Sistemazione Idrogeologica ed Idraulico Forestale Comuni Di Prazzo e Canosio dettati dalla necessità di di mettere in sicurezza i due abitati (Prazzo Inferione e Canosio) nel caso di un nuovo evento alluvionale.
Prazzo Inferiore: In seguito ai fenomeni alluvionali del 1957, durante i quali l’abitato era stato completamente allagato e parzialmente distrutto, si era provveduto a realizzare una serie di difese spondali (principalmente gabbioni) allo scopo di proteggere l’abitato.
Nel corso degli anni tali strutture in parte sono state distrutte, e in parte sono state deteriorate dall’usura e dal torrente stesso.
Inoltre nuove costruzioni non risultavano sufficientemente protette in caso di un evento alluvionale.
Canosio: Il torrente Preit attraversa il concentrico del comune e la sponda in sinistra idrografica risultava erosa dall’acqua.
Regione: Campania
Comunità Montana: Serinese Solofrana
Enti Coinvolti: Comunità Montana “Serinese-Solofrana”, Contrada, Forino, Montoro Inferiore, Monteforte Irpino, S. Stefano del Sole e Solofra.
Progetti di sistemazione idraulica delle aste e dei bacini idrografici (Legge 185/92 - Calamità naturali maggio 1998).
Le aree interessate dagli interventi, limitrofe ai Centri abitati, sono state classificate dalle Autorità di Bacino competenti comeAree ad elevato rischio idrogeologico (R4).
Trattasi quasi sempre di pendii vergenti verso le aree di fondovalle con pendenze a luoghi superiori al 35-40%
I risultati ottenuti sono: risoluzione delle problematiche franose e la salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
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| Problematiche ambientali in aree montane |
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8:48:58 AM
a cura di Elena Gallinaro
Settore Idrogeologico - Normativa
A livello operativo, per avviare una organica politica programmatoria e di pianificazione della difesa del suolo si dovrà partire da una serie di indagini conoscitive particolareggiate del territorio che permetteranno lo studio delle condizioni generali di rischio, tenendo presente che in un territorio, a determinare tale rischio concorrono l'importanza ed il valore dei beni da difendere.
Alcuni possibili orientamenti e indirizzi operativi che permettono di seguire criteri razionali di utilizzo del territorio sono: migliorare ed aumentare la produzione legnosa per garantire la continuità e l'incremento dell'efficienza protettiva dei boschi, assicurare la conservazione delle caratteristiche estetiche e naturalistiche dei boschi aiutando le popolazioni collinari e montane a divenire parte attiva della gestione del territorio, disponendo che gli Enti preposti (Comunità Montane) siano tenuti a promuovere la gestione del patrimonio forestale mediante apposite convenzioni tra i proprietari individuando idonei ambiti territoriali per la razionale gestione e manutenzione dei boschi ed a promuovere, in tali ambiti, la costituzione di Consorzi di miglioramento fondiario ovvero Associazioni di proprietari volte al rimboschimento, alla tutela ed alla migliore gestione dei propri boschi.
E' altresì molto importante incrementare le sistemazioni idraulico forestali e la diffusione di tecniche bio-ingegneristiche e di interventi rispettosi delle esigenze ecologiche.
L'art. 17 della L. 97/94 prevede la possibilità per i coltivatori diretti, singoli o associati, conduttori di aziende agricole di assumere in appalto, in deroga alle vigenti disposizioni di legge in materia, sia da Enti pubblici che da privati: lavori relativi alla sistemazione e manutenzione del territorio montano, in materia di forestazione, costruzione di piste forestali, di arginature, di sistemazione idraulica, di difesa dalle avversità atmosferiche e dagli incendi boschivi.
Va ricordato anche il disposto dell'art. 7 della L. 97/94 che indica i contenuti e le priorità dei piani pluriennali di sviluppo socio-economico delle Comunità Montane.
Il terzo comma della L. 183/89 attribuisce la facoltà al legislatore regionale di concedere interventi contributivi, ad operatori agricoli e anche non operatori agricoli a titolo principale fino al 75% del costo di piccole opere e attività di manutenzione ambientale concernenti proprietà agro-silvo-pastorali.
Il legislatore regionale stabilirà i modi e le forme dell'attività contributiva che dovrebbe comunque essere gestita direttamente dalle Comunità Montane attraverso la delega o l'attribuzione diretta delle funzioni.
Nelle pillole seguenti saranno riportati in breve progetti ed interventi realizzati dalle Comunità Montane nel settore idrogeologico.
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