<?xml version="1.0"?><!-- RSS generated by Radio UserLand v8.0.8 on Tue, 15 Mar 2005 08:43:24 GMT --><rss version="2.0">	<channel>		<title>Paolo Russo: Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>		<link>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/</link>		<description></description>		<language>it-it</language>		<copyright>Copyright 2005 Paolo Russo</copyright>		<lastBuildDate>Tue, 15 Mar 2005 08:43:24 GMT</lastBuildDate>		<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>		<generator>Radio UserLand v8.0.8</generator>		<managingEditor>uncemservizi@uncem.net</managingEditor>		<webMaster>g.berardi@uncem.net</webMaster>		<category domain="http://www.weblogs.com/rssUpdates/changes.xml">rssUpdates</category> 		<skipHours>			<hour>4</hour>			<hour>5</hour>			<hour>6</hour>			<hour>1</hour>			<hour>22</hour>			<hour>3</hour>			<hour>20</hour>			<hour>21</hour>			</skipHours>		<ttl>60</ttl>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;I parchi e lo sviluppo territoriale&lt;/h4&gt; &amp;Egrave; necessario conoscere il territorio e le diverse dinamiche interne dei sistemi locali per capire la significativit&amp;agrave; di una eventuale presenza di un Parco e le sue possibili influenze positive allo sviluppo di alcune attivit&amp;agrave; economiche, nell&apos;ottica di un processo di integrazione e di reciprocit&amp;agrave; nelle relazioni tra l&apos;area protetta parco e le comunit&amp;agrave; esterne, consentendo ai diversi sistemi locali di affermare la propria identit&amp;agrave; nel globale. La metodologia d&apos;analisi seguita &amp;egrave; quella dei sistemi locali: tale categoria mette in luce il reticolo di interrelazioni tra livello sociale ed economico di un contesto locale e l&amp;#8217;ancoraggio ad una base territoriale. Il sistema locale, nel suo aspetto economico, &amp;egrave; pensato come insieme di unit&amp;agrave; produttive che mostrano delle relazioni, spostandoci al livello sociale, il sistema locale &amp;egrave; l&amp;#8217;insieme di individui di cui &amp;egrave; composta la comunit&amp;agrave; locale. Ogni individuo esibisce un comportamento, azione o cambiamento che viene considerato in relazione, in qualche maniera, all&amp;#8217;ambiente dell&amp;#8217;individuo costituito da altri individui con cui entra in contatto o in relazione: ovvero la comunit&amp;agrave; locale. In definitiva, il sistema locale rappresenta un categoria generale, che non si limita a contemplare esclusivamente o prevalentemente l&amp;#8217;aspetto produttivo ma evoca soprattutto l&amp;#8217;esistenza di un tessuto sociale compatto e un complesso intreccio di fattori di diversa natura. Il sottogruppo del sistema locale pu&amp;ograve; essere definito come una partizione del territorio in base alla quale certe aree, integrate rispetto ad alcune variabili economiche, appartengono al sistema e si distinguono da tutto il resto che ne costituisce l&amp;#8217;ambiente e non rientra nel sistema stesso, pur mantenendo con esso e/o con le singole aree relazioni molteplici. Naturalmente, se invece che considerare la globalit&amp;agrave; della vita economica di un certo territorio, restringiamo ad un sottoinsieme di variabili il campo di analisi, otteniamo un sistema locale con un&amp;#8217;ulteriore specificit&amp;agrave;; ad esempio un sistema locale del lavoro o il sistema produttivo di tipicit&amp;agrave; locale. Essi sono aperti nelle loro relazioni orizzontali e verticali: le prime si riferiscono agli scambi con altri sistemi locali, le seconde riguardano le interazioni con lo spazio geografico o ambiente. Tale caratteristica &amp;egrave; importante poich&amp;eacute; l&amp;#8217;apertura di un sistema di qualsiasi tipo &amp;egrave; alla base della sua evoluzione. L&amp;#8217;apertura &amp;egrave; un carattere intrinseco dei sistemi locali: essi dipendono dall&amp;#8217;ambiente sociale e da altri sistemi locali, poich&amp;eacute; sono unit&amp;agrave; di interazione che esistono in un ambiente. Essi non possono essere capiti indipendentemente da quelle parti dell&amp;#8217;ambiente con la quale interagiscono, e lo sviluppo locale &amp;egrave; legato alla valorizzazione delle risorse ambientali date (relazioni verticali) attraverso un processo di interazione nei rapporti di produzione e di scambio verso un livello spaziale pi&amp;ugrave; ampio (relazioni orizzontali). Appreso quindi, che i Sistemi Locali sono aperti nelle loro relazioni e quindi in grado di evolversi e svilupparsi, si pu&amp;ograve; cercare di interpretare l&amp;#8217;eventuale presenza di un Parco come Sistema Locale di Produzione Tipica e Tradizionale e aggiungerei di qualit&amp;agrave; ambientale. In questa visione, l&apos;effetto positivo allo sviluppo locale &amp;egrave; visto considerando il parco come ponte verso il Globale o come nodo in un sistema di rete di produzione agro-ambientale. Nei comuni di un territorio possono essere presenti produzioni tipiche locali a livello familiare: la possibilit&amp;agrave; che questi comuni facciano parte di un sistema locale di produzione tipica identificato in un Parco gli consente di instaurare relazioni orizzontali in un contesto pi&amp;ugrave; ampio del globale provincia o regione. Questo perch&amp;eacute; tali produzioni tipiche familiari possono, con politiche appropriate, divenire variabili economiche che, su una scala pi&amp;ugrave; ampia, vanno ad integrare tali comuni in un nuovo sistema locale.L&apos;analisi del contesto territoriale, vuole mettere in evidenza gli effetti derivanti dall&apos;istituzione di un Parco Naturale sulle attivit&amp;agrave; agricole marginali o poste ai confini del parco, puntando sia sugli aspetti di maggiore tipicit&amp;agrave; e ricchezza attraverso la conservazione del paesaggio tradizionale, sia sulle attivit&amp;agrave; ricreative e artigianali e gastronomiche sia sulla concretezza economica della produzione tipica e tradizionale, mettendo in risalto il processo economico endogeno della produzione di qualit&amp;agrave; nel territorio e la conoscenza contestuale funzionale ad essa.Il concetto chiave portato avanti &amp;egrave; che: se la ricerca di nuovi modelli di sviluppo a livello locale conduce a dei risultati apprezzabili, basati non solo sulla competitivit&amp;agrave; ma anche sulla valorizzazione, mantenuta, dalle risorse non si pu&amp;ograve; non considerare una pi&amp;ugrave; vasta articolazione territoriale dei processi di sviluppo. Far coincidere il Parco con il territorio significa praticare l&apos;esercizio di un&apos;attivit&amp;agrave; di cura del territorio e sotto l&apos;aspetto economico, praticare un&apos;attivit&amp;agrave; produttiva orientata in tal senso. La forza attiva del parco &amp;egrave; soprattutto vista nel sostegno all&apos;adozione di pratiche innovative nelle attivit&amp;agrave; produttive agricole realizzate sia all&apos;interno del Parco stesso, sia fuori di esso. Attraverso azioni pilota, risulter&amp;agrave; un luogo di sperimentazione nel sostegno all&apos;aggiustamento delle pratiche colturali nelle aziende, minimizzando gli effetti dei vincoli ambientali sui redditi aziendali e facilitando contemporaneamente il processo di adattamento delle attivit&amp;agrave; produttive ai vincoli. L&apos;adozione di pratiche innovative nella promozione competitiva di territori rurali , va a migliorare sia la riconoscibilit&amp;agrave; che la percezione dei consumatori dei prodotti (agricoli e non) &quot;tipici di quest&apos;area&quot;.In virt&amp;ugrave; del diritto allo sviluppo dei sistemi locali del territorio, emerge, chiaramente, come il processo di integrazione, volto alla difficile ricerca di una reciprocit&amp;agrave; di relazioni tra l&apos;area protetta del Parco e quelle esterne, valorizzi le differenze e consenta ai Sistemi Locali di affermare la propria identit&amp;agrave; affacciandosi, efficacemente, sui circuiti economici, sociali e culturali del contesto e reggendo con la propria creativit&amp;agrave; alle sollecitazioni che ne derivano. Questo implica una &quot;perimetrazione&quot; necessaria per consentire la riconoscibilit&amp;agrave; e l&apos;apprezzamento di qualit&amp;agrave; specifiche locali e contestualmente l&apos;apertura al mondo esterno e alle dinamiche globali.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/09/14.html#a2415</guid>			<pubDate>Tue, 14 Sep 2004 08:20:53 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Il Marketing &lt;/h4&gt;Negli ultimi anni un crescente numero di Istituzioni pubbliche hanno iniziato ad utilizzare la logica dell&amp;#8217;analisi di marketing come mezzo per perseguire mete istituzionali e favorire la penetrazione di prodotti e servizi.L&amp;#8217;impiego di capacit&amp;agrave; di marketing, in un&amp;#8217;amministrazione pubblica, &amp;egrave; diretto a tradurre gli sforzi dell&amp;#8217;azione sociale in programmi che siano in sintonia con le aspettative del pubblico.In un ambiente caratterizzato da un notevole dinamismo sociale ed economico che rende mutevoli, in tempi brevi, i bisogni e i comportamenti degli attori economici con cui gli enti pubblici si trovano ad interagire e ad operare, &amp;egrave; evidente la necessit&amp;agrave; di introdurre logiche e strumenti di marketing, che pongono al centro di ogni attivit&amp;agrave; pubblica lo studio delle caratteristiche della domanda ad essa diretta, al fine di individuarne le connotazioni fondamentali e di anticiparne le eventuali evoluzioni.Ci&amp;ograve; rappresenta il punto di partenza per definire, non solo, le esigenze espresse in termini di servizi richiesti, dai singoli cittadini, dalle famiglie, dalle imprese e dai diversi gruppi sociali, ma anche per valorizzare e favorire lo sviluppo del territorio.E&amp;#8217; possibile delineare, pertanto due differenti strategie di: &lt;ul&gt;&lt;li&gt; marketing territoriale; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; marketing dei servizi pubblici.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Il ruolo fondamentale ricoperto dagli Enti locali nelle politiche per lo sviluppo impone loro l&amp;#8217;adozione di strategie di marketing territoriali, con cui sfruttare le opportunit&amp;agrave; offerte dalle nuove tecnologie, attraverso la programmazione degli interventi da effettuare per lo sviluppo locale.Anche il legislatore si &amp;egrave; reso conto del crescente sviluppo della dimensione locale, ne sono, infatti, testimonianza, l&amp;#8217;attuazione del decentramento amministrativo prima e la riforma del Titolo V della Costituzione poi, con il conseguente rafforzamento, rinnovamento e modernizzazione degli apparati amministrativi di Regioni, Province e Comuni. Con il termine &amp;#8220;marketing territoriale&amp;#8221; si intende l&amp;#8217;insieme delle politiche e degli strumenti differenziati, che hanno obiettivi e target di riferimento diversi in relazione all&amp;#8217;attivit&amp;agrave; di pianificazione strategica degli interventi che si intendono realizzare. Il marketing territoriale pu&amp;ograve;, in generale, essere definito come l&amp;#8217;analisi della domanda e dei bisogni degli stakeholders presenti nel territorio di riferimento per costruire e rafforzare rapporti di scambio vantaggiosi sia con i residenti nel territorio stesso, sia con soggetti esterni. L&amp;#8217;obiettivo diventa, quindi, quello di organizzare l&amp;#8217;offerta di dotazioni infrastrutturali, di incentivi economici, di servizi pubblici con lo scopo di attrarre investimenti esterni e garantire lo sviluppo locale. Il territorio, inteso come sistema integrato, diventa &amp;#8220;risorsa&amp;#8221; protagonista della competizione economica che ha assunto una dimensione sempre pi&amp;ugrave; territoriale, diventando sfida tra sistemi locali entro cui si collocano gli attori economici e sociali.Gli interventi orientati allo sviluppo del territorio locale e diretti ad attirare potenziali investitori esterni sono, senza dubbio, rappresentati dallo sviluppo dei sistemi: &lt;ul&gt;&lt;li&gt; &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;produttivo&lt;/span&gt;, attraverso l&amp;#8217;incentivazione alla nascita di nuove imprese, di distretti industriali e filiere produttive e favorendo il sostegno alle organizzazioni gi&amp;agrave; presenti sul territorio e il grado di cooperazione fra le stesse; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;sociale&lt;/span&gt;, in termini di miglioramento della qualit&amp;agrave; delle risorse umane presenti sul territorio, di diffusione delle infrastrutture di base, come porti, ferrovie, aeroporti, autostrade, aree attrezzate per insediamenti produttivi, che garantiscano una maggiore accessibilit&amp;agrave; e pi&amp;ugrave; facili collegamenti nell&amp;#8217;area di riferimento; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;ambientale&lt;/span&gt;, attraverso la promozione di interventi diretti a promuovere e proteggere le risorse naturali, paesaggistiche e culturali del territorio con la presenza di aree protette, vincoli ambientali e di beni di particolare rilevanza naturalistica o storico-culturale; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;amministrativo&lt;/span&gt;, in termini di efficienza e semplicit&amp;agrave; nei servizi offerti dagli apparati pubblici, di presenza di enti strumentali intermedi e diffusione delle strutture associative.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Le leve fondamentali di un piano di marketing territoriale sono, quindi, rappresentate dalla progettazione di un insieme efficace di beni e servizi territoriali, dalla creazione di incentivi per gli utenti interni ed esterni al territorio di riferimento, dal miglioramento delle condizioni di accesso all&amp;#8217;area e dalla promozione dei valori e dell&amp;#8217;immagine del territorio. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/09/06.html#a2379</guid>			<pubDate>Mon, 06 Sep 2004 08:05:33 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Le pro loco come strumento di sviluppo territoriale&lt;/h4&gt;La carta dei principi generali &amp;egrave; un documento che intende definire le caratteristiche costitutive ed operative delle Pro Loco aderenti all&amp;#8217;Unione delle Pro Loco d&amp;#8217;Italia (U.N.P.L.I.). &lt;br&gt;Costituisce la linea ispiratrice della Pro Loco U.N.P.L.I. alla quale la stessa deve attenersi nel corso della sua vita associativa. La Pro Loco &amp;egrave; un&amp;#8217;associazione territoriale di volontariato di interesse pubblico, democratica ed apartitica, senza scopo di lucro, &lt;b&gt;volta alla promozione ed alla tutela delle localit&amp;agrave; su cui insiste&lt;/b&gt;, Comune o frazione, sia per conservare e valorizzare le risorse ambientali e culturali, sia per migliorarne le caratteristiche e le condizioni per lo sviluppo turistico e sociale.     Le finalit&amp;agrave; fondamentali delle Pro Loco sono:   &lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt; la tutela e la promozione del territorio e delle sue peculiarit&amp;agrave; turistico-culturali; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; la promozione e l&amp;#8217;assunzione di iniziative, nonch&amp;eacute; la realizzazione di manifestazioni per la conoscenza e la valorizzazione paesaggistica, urbanistica e ambientale della localit&amp;agrave;; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; servizi di accoglienza, tutela ed informazione turistica; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; attivit&amp;agrave; di formazione e di sensibilizzazione per lo sviluppo del fenomeno economico- turistico; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; attivit&amp;agrave; volte agli scambi culturali e sociali; &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;     Politiche:   La vita dell&amp;#8217;associazione Pro Loco deve rappresentare un forte momento di sollecitazione, proposizione, sintesi ed unione di tutte le risorse umane esistenti nella localit&amp;agrave; e nel rispetto delle proprie finalit&amp;agrave; ed autonomia deve:   &lt;ol&gt;&lt;li&gt; collaborare con il proprio Comune e gli altri enti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; collaborare con le altre associazioni presenti sul territorio; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; attivarsi per partecipare a tutte le iniziative di programmazione territoriali attinenti alle proprie finalit&amp;agrave;.&lt;/li&gt;   &lt;/ol&gt; Statuti:   La Pro Loco U.N.P.L.I. deve adottare uno statuto i cui principi fondamentali siano conformi alle norme vigenti ( es. D.lgs. 460/97 sugli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilit&amp;agrave; sociale [ONLUS] ) e alle disposizioni U.N.P.L.I..   Lo statuto deve considerare le seguenti caratteristiche tipiche di un ente non commerciale:   &lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt; divieto di distribuire utili o avanzi di gestione durante la vita associativa; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; effettivit&amp;agrave; del rapporto associativo con esclusione della partecipazione temporanea intesa come occasionale alla vita associativa. Democraticit&amp;agrave; con l&amp;#8217;effettivo diritto di voto per l&amp;#8217;approvazione e la modifica degli statuti e regolamenti e nomina organi direttivi; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; eleggibilit&amp;agrave; libera degli organi amministrativi, voto singolo, sovranit&amp;agrave; dell&amp;#8217;assemblea dei soci, clausole trasparenti per l&amp;#8217;ammissione e per l&amp;#8217;esclusione dei soci, pubblicit&amp;agrave; delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni, dei bilanci e dei rendiconti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; devoluzione del patrimonio dell&amp;#8217;ente in caso di scioglimento per qualunque causa ad associazione con finalit&amp;agrave; analoghe o a fini di pubblica utilit&amp;agrave;; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; intrasmissibilit&amp;agrave; della quota o del contributo associativo. &lt;/li&gt; &lt;/ol&gt;  Lo statuto deve contenere la denominazione: Associazione Turistica Pro Loco.   Deve costituirsi o per atto pubblico o con scrittura privata registrata.   Deve indicare la competenza territoriale ovvero la propria sede, dove nasce e dove opera.   Lo scopo deve usare la definizione indicata nei principi generali.   Le finalit&amp;agrave; debbono essere le pi&amp;ugrave;&amp;#8217; ampie possibili. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/08/27.html#a2346</guid>			<pubDate>Fri, 27 Aug 2004 08:24:57 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;La tutela attiva del commercio tradizionale&lt;/h4&gt;La dimensione della territorialit&amp;agrave;, con le peculiarit&amp;agrave; dei centri storici e delle aree marginali, costituisce un fattore indispensabile di valorizzazione del commercio tradizionale. &lt;br&gt;E&amp;#8217;, comunque, evidente che scelte innovative possono essere perseguite anche a prescindere da queste specificit&amp;agrave; localizzative.&lt;br&gt;In particolare, si possono a questo fine identificare quattro diverse soluzioni da perseguire per la valorizzazione del commercio tradizionale oltre i suoi confini territoriali.&lt;b&gt;Una prima idea&lt;/b&gt; consiste nel fare riferimento alla creazione di una rete di punti di vendita tradizionali, accomunati da un brand specifico capace di valorizzare le loro peculiarit&amp;agrave; in termini di servizi commerciali, di professionalit&amp;agrave; e di assortimenti.&lt;br&gt;Un&amp;#8217;iniziativa della Regione Toscana, denominata Vetrina Toscana, va in questa direzione e tende a generare un effetto positivo per i commercianti aderenti a tale iniziativa, oltre che per le filiere agro-alimentari e di artigianato tipico presenti in tali assortimenti. &lt;br&gt;L&amp;#8217;iniziativa appare pregevole sotto diversi profili, sollecitando l&amp;#8217;intrapresa di iniziative congiunte di marketing con il supporto professionale dei CAT. &lt;br&gt;A fianco della previsione di operazioni di comunicazione e di pubblicit&amp;agrave;, sembra che Vetrina Toscana possa attivare validi strumenti di micromarketing, quali la creazione di fidelity card, assegnate dalle agenzie di viaggio e da altre strutture ricettive a favore dei turisti, in modo da incentivare consumi e acquisti presso questa rete convenzionata di esercizi commerciali. &lt;br&gt;Al raggiungimento di determinati volumi di acquisto da parte dei consumatori, si possono prevedere omaggi di prodotti tipici toscani.&lt;b&gt;La seconda soluzione&lt;/b&gt; riguarda la previsione di iniziative di e-commerce sia nel business to consumer che, soprattutto, nel business to business. &lt;br&gt;Lo sbocco commerciale per molti prodotti tipici delle nostre aree pu&amp;ograve; essere assecondato tramite la creazione di strutture di e-commerce, gestite con capacit&amp;agrave; manageriale, magari dalle stesse strutture di servizio previste e riconosciute dalla Regione, quali i CAT. &lt;br&gt;L&amp;#8217;attivit&amp;agrave; di e-commerce richiede tuttavia professionalit&amp;agrave; specifiche, capaci di gestire attivamente la politica di marketing tramite siti internet, per cui &amp;egrave; evidente che questi CAT dovranno dimostrare di svolgere in modo qualificato questo servizio. &lt;br&gt;Compito della Regione &amp;egrave;, dunque, anche quello di stimolare forme di concorrenza tra i CAT, allocando le future risorse finanziare in modo selettivo in funzione delle performance da essi conseguite.&lt;b&gt;Una terza soluzione&lt;/b&gt; trans-territoriale riguarda la previsione di istituire una catena in franchising di punti di vendita di prodotti tipici toscani, localizzata nei paesi esteri, come i principali capoluoghi di Stati Europei e Nord Americani. &lt;br&gt;Questa scelta pu&amp;ograve; essere perseguita con il supporto dei servizi erogabili dalle Camere di Commercio presenti in tali paesi. Siffatta soluzione potrebbe andare a integrarsi in una logica di marketing con le due precedenti &amp;#8211; quella di Vetrina Toscana, presente nella Regione, e quella di e-commerce &amp;#8211; stimolando una fidelizzazione di alcuni cluster di consumatori stranieri verso il prodotto toscano. &lt;br&gt;Infine, l&amp;#8217;insieme delle proposte indicate suggeriscono un ruolo centrale della formazione qualificata delle risorse umane destinate a progettare, coordinare e implementare tali linee di valorizzazione del commercio tradizionale. &lt;br&gt;Qualificare le risorse umane nel commercio tradizionale non significa solamente orientarsi al singolo operatore commerciale, al fine di indurre il cambiamento della sua professionalit&amp;agrave; e delle sue capacit&amp;agrave;, ma anche quella di creare nuovi soggetti professionali destinati a inserirsi, in modo qualificato, nelle strutture di servizi quali i CAT, nella Pubblica Amministrazione oppure come manager dei centri commerciali storici. &lt;br&gt;Si tratta di ruoli organizzativi e decisionali particolarmente rilevanti alla luce della politica di valorizzazione e qualificazione del commercio tradizionale che richiedono, tra l&amp;#8217;altro, l&amp;#8217;attivazione di master fondati sul superamento dei tradizionali confini accademico-disciplinari, con l&amp;#8217;integrazione di competenze di architettura, di ingegneria del territorio, di economia e di diritto.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/07/30.html#a2289</guid>			<pubDate>Fri, 30 Jul 2004 08:50:21 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Esperto nella promozione di percorsi enogastronomici&lt;/h4&gt;Nell&amp;#8217;ultimo decennio si &amp;egrave; potuto constatare che il turismo enogastronomico si sta attestando come uno dei segmenti pi&amp;ugrave; promettenti del settore. &lt;br&gt;Nel 1999 oltre due milioni e mezzo di persone hanno viaggiato per l&apos;italia alla ricerca di vini di qualit&amp;agrave; e di prodotti tipici, apprezzando insieme a questi anche il patrimonio culturale e naturalistico del territorio.Le correlazioni fra il territorio rurale e la domanda di svago e di cultura si stanno facendo sempre pi&amp;ugrave; intense. &lt;br&gt;Il turismo del vino rappresenta la sintesi migliore di questa correlazione, come conferma la crescente schiera di appassionati che scelgono di viaggiare  attraverso i territori del vino per conoscere le differenti qualit&amp;agrave; enologiche, i prodotti tipici e della gastronomia, i produttori locali. Il riconoscimento ufficiale dei percorsi enogastronomici coincide con la legge quadro nazionale (n.268/99) che istituisce &amp;#8220;Le Strade del Vino&amp;#8221; definendole all&apos;art. 1 come &amp;#8221;Percorsi segnalati e pubblicizzati con appositi cartelli, lungo i quali insistono valori naturali, culturali e ambientali, vigneti e cantine di aziende agricole singole o associate aperte al pubblico; esse costituiscono gli strumenti attraverso i quali i territori vinicoli e le relative produzioni possono essere divulgati, commercializzati e fruiti in forma di offerta turistica&amp;#8221;. Elemento da sottolineare consiste nell&apos;ambito di applicazione della legge, che trascende il settore dell&amp;#8217;enoturismo per applicarsi anche alla realt&amp;agrave; dei prodotti tipici di qualit&amp;agrave;. In tal senso l&amp;#8217;art.5 stabilisce che &apos;&amp;#8221;Le disposizioni della legge si applicano anche per la realizzazione delle strade finalizzate alla valorizzazione, anche congiunta di altre produzioni di qualit&amp;agrave;, con particolare riguardo all&amp;#8217;olio di oliva e in genere di prodotti tipici&amp;#8221;. &lt;br&gt;Questa legge apre, dunque, nuovi scenari al turismo enogastronomico italiano, segnando l&apos;avvio dei vari progetti regionali di sviluppo e valorizzazione del patrimonio enogastronomico locale. &lt;br&gt;In questo contesto il settore del turismo enogastronomico riceve un notevole impulso che implica un imminente passaggio da una cultura di matrice esclusivamente agricola ad una di stampo agrituristico e manageriale incentrata sulla riqualificazione del prodotto turistico inteso in senso ampio. &lt;br&gt;In quest&apos;ottica di gestione manageriale del prodotto turistico enogastronomico, si inseriscono nuove opportunit&amp;agrave; imprenditoriali e nuove figure professionali dalle competenze specifiche e sicuramente innovative.I potenziali fruitori dei servizi e di conseguenza della figura professionale che andrebbe in tal senso a valorizzare il territorio, sia dal punto di vista turistico in senso lato, sia dal punto di vista enogastronomico, potrebbero essere:  &lt;br&gt;Turisti enogastonomici (privati), enti pubblici che attraverso i prodotti tipici intendono valorizzare e promuovere la propria realt&amp;agrave; locale e gli esercizi commerciali che, essendo posizionati sul territorio possono inserirsi all&amp;#8217;interno del percorso turistico riqualificando i prodotti locali. Naturalmente in funzione delle caratteristiche e dei trend evolutivi del mercato locale di riferimento, nonch&amp;eacute; delle competenze e capacit&amp;agrave; imprenditoriali del/i soggetto/i proponenti, si delineeranno le linee guida maggiormente adattabili in termini di servizi offerti.In linea generale, si possono distinguere le seguenti tipologie:&lt;ol&gt;&lt;li&gt; &lt;b&gt;Servizi di guida enogastronomica;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;b&gt;Attivit&amp;agrave; di promozione del territorio legate ad attivit&amp;agrave; ricreative, culturali e didattiche;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; &lt;b&gt;Corsi di formazione per soggetti che vorranno inserirsi nel percorso di promozione.&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/07/22.html#a2249</guid>			<pubDate>Thu, 22 Jul 2004 11:36:19 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Prodotti tipici e promozione&lt;/h4&gt;Un prodotto viene definito tipico quando &amp;egrave; caratteristico di un certo territorio.Fino al 1500 i prodotti alimentari erano frutto dell&amp;#8217;elaborazione delle materie prime disponibili in loco. &lt;br&gt;La produzione, quindi, avveniva all&amp;#8217;interno di contesti socio-culturali  e rurali estremamente limitati. La circolazione delle risorse pi&amp;ugrave; pregiate (come spezie e vini particolari) era, un tempo, riservata a nobili di corte. &lt;br&gt;Risulta importante sottolineare che &amp;egrave;&amp;#8217; la possibilit&amp;agrave; di venire a contatto con prodotti realizzati altrove che rende rilevante la caratteristica della tipicit&amp;agrave;. &lt;br&gt;Successivamente l&amp;#8217;industrializzazione, poi, ha modificato le stesse modalit&amp;agrave; produttive e la produzione viene svincolata dai suoi luoghi tradizionali, con una standardizzazione delle modalit&amp;agrave; e delle materie prime utilizzate, e di conseguenza del gusto dei prodotti.Industrializzazione e standardizzazione rischiano di mettere a repentaglio la vita stessa dei prodotti tipici.A ci&amp;ograve; si aggiunge che il legame con un territorio &amp;egrave; un concetto problematico: i criteri e le caratteristiche collegate alla tipicit&amp;agrave; non sono sempre chiari. &lt;br&gt;E&apos; per questo che si &amp;egrave; intervenuti con la regolamentazione giuridica.I marchi di Garanzia (Doc, Dop, Igp) risultano essere lo strumento istituzionale pi&amp;ugrave; importante, ed oggi sempre pi&amp;ugrave; ricercato, per la tutela dei prodotti tipici. &lt;br&gt;Questi ultimi hanno il pregio di salvaguardare e spesso incentivare produzioni locali che faticano a trovare spazi nel mercato globalizzato e standardizzato.Come gi&amp;agrave; accennato in precedenza, per proteggere la tipicit&amp;agrave; di alcuni prodotti alimentari, l&apos;Unione Europea ha varato una precisa normativa, stabilendo due livelli di riconoscimento: &lt;b&gt;DOP e IGP&lt;/b&gt;.La sigla &lt;b&gt;DOP&lt;/b&gt; (denominazione di Origine Protetta) estende la tutela del marchio nazionale DOC (Denominazione di Origine Controllata) a tutto il territorio europeo e, con gli accordi internazionali GATT, anche al resto del mondo. &lt;br&gt;&lt;b&gt;Il marchio designa un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualit&amp;agrave; e caratteristiche siano essenzialmente, o esclusivamente, dovute all&apos;ambiente geografico&lt;/b&gt; (fattori naturali e quelli umani). &lt;br&gt;Tutta la produzione, la trasformazione e l&apos;elaborazione del prodotto devono avvenire nell&apos;area delimitata.La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) tiene conto dello sviluppo industriale del settore, dando pi&amp;ugrave; peso alle tecniche di produzione rispetto al vincolo territoriale. &lt;br&gt;Quindi la sigla identifica &lt;b&gt;un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualit&amp;agrave;, reputazione e caratteristiche si possono ricondurre all&apos;origine geografica, e di cui almeno una fase della produzione, trasformazione ed elaborazione avvenga nell&apos;area delimitata&lt;/b&gt;.Il termine &quot;IGP&quot; &amp;egrave; relativo al nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e di cui una determinata qualit&amp;agrave;, la reputazione o un&apos;altra caratteristica possa essere attribuita all&apos;origine geografica e la cui produzione e/o trasformazione e/o elaborazione avvengano nell&apos;area geografica determinata.La sigla &lt;b&gt;STG&lt;/b&gt; indica &amp;#8220;Specialit&amp;agrave; tradizionali garantite&amp;#8221;, riconoscimento, ai sensi del Reg. CE 2082/92, del carattere di specificit&amp;agrave; di un prodotto agro-alimentare, inteso come &lt;b&gt;elemento od insieme di elementi che, per le loro caratteristiche qualitative e di tradizionalit&amp;agrave;, distinguono nettamente un prodotto da altri simili&lt;/b&gt;. &lt;br&gt;Ci si riferisce, quindi, a prodotti ottenuti secondo un metodo di produzione tipico tradizionale di una particolare zona geografica, al fine di tutelarne la specificit&amp;agrave;. &lt;br&gt;Sono esclusi da questa disciplina i prodotti il cui carattere peculiare sia legato alla provenienza o origine geografica; questo aspetto distingue le STG dalle DOP e dalle IGP.&lt;b&gt;Vini  DOCG (Denominazione d&apos;Origine Controllata e Garantita)&lt;/b&gt;Riconoscimento di particolare pregio qualitativo attribuito ad alcuni vini DOC di notoriet&amp;agrave; nazionale ed internazionale. &lt;br&gt;Questi vini vengono sottoposti a controlli pi&amp;ugrave; severi, debbono essere commercializzati in recipienti di capacit&amp;agrave; inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell&amp;#8217;origine, della qualit&amp;agrave; e che consenta la numerazione delle bottiglie prodotte. &lt;br&gt;Presso il Ministero delle Politiche  Agricole e Forestali &amp;egrave; insediato il &quot;Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini&quot;. &lt;br&gt;Oltre alle condizioni previste per la certificazione DOC &amp;egrave; obbligatorio l&amp;#8217;imbottigliamento nella zona di produzione ed altre condizioni pi&amp;ugrave; restrittive. Tali vini sono disciplinati dal Reg. CEE 823/87, dalla Legge n. 164/92, dal D.P.R. n. 348/94 e dai relativi &quot;Disciplinari di produzione&quot;.&lt;b&gt;Vini DOC (Denominazione d&apos;Origine Controllata)&lt;/b&gt;Riconoscimento di qualit&amp;agrave; attribuito a vini prodotti in zone limitate (di solito di piccole/medie dimensioni), recanti il loro nome geografico. &lt;br&gt;Di norma il nome del vitigno segue quello della DOC e la disciplina di produzione &amp;egrave; rigida. &lt;br&gt;Tali vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali. Il disciplinare di produzione dei vini DOC &amp;egrave; pi&amp;ugrave; rigido rispetto ai vini IGT. &lt;br&gt;Tali vini sono disciplinati dal Reg. CEE 823/87, dalla Legge n. 164/92, dal D.P.R. n. 348/94 e dai relativi &quot;Disciplinari di produzione&quot;. Si tratta di vini ottenuti da uve determinate e provenienti da territori ben definiti. &lt;br&gt;Tale qualifica, comunque, non obbliga i viticoltori ad apporre altre menzioni sull&amp;#8217;etichetta, n&amp;eacute; li costringe a vincoli di produzione troppo restrittivi. &lt;br&gt;La delimitazione della zona di produzione &amp;egrave; pi&amp;ugrave; ampia rispetto ai DOC.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/07/15.html#a2223</guid>			<pubDate>Thu, 15 Jul 2004 13:39:24 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Azioni Per Promuovere L&amp;#8217;agricoltura Biologica&lt;/h4&gt;La Commissione Europea ha adottato il &amp;#8220;piano di azione europeo per l&amp;#8217;agricoltura biologica e gli alimenti biologici&amp;#8221;. &lt;br&gt;Quest&amp;#8217;ultimo ha come fine ultimo la promozione e il continuo sviluppo dell&amp;#8217;agricoltura biologica all&amp;#8217;interno del territorio facente parte dell&amp;#8217;Unione europea. In tal senso la Commissione ha presentato una lista di 21 azioni concrete da realizzare, che includono:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; il miglioramento delle informazioni sull&amp;#8217;agricoltura biologica, &lt;/li&gt;&lt;li&gt; la razionalizzazione del sostegno pubblico nel quadro dello sviluppo rurale,&lt;/li&gt;&lt;li&gt; il miglioramento delle norme di produzione e il potenziamento delle attivit&amp;agrave; di ricerca.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Il piano sopra citato costituisce una risposta al rapido aumento del numero di aziende agricole biologiche e alla crescente domanda da parte dei consumatori, ed &amp;egrave; stato elaborato sulla base di vasti esami con gli Stati membri e con le parti interessate.Il piano di azione sar&amp;agrave; presentato in occasione del prossimo Consiglio &amp;#8220;Agricoltura&amp;#8221; e comprender&amp;agrave; 21 azioni mirate al:&lt;b&gt;Miglioramento  dell&amp;#8217;informazione&lt;/b&gt;&lt;br&gt;Questa azione risulta finalizzata al semplice fatto che i consumatori europei non sono ancora  ben informati sui principi e sui benefici dell&amp;#8217;agricoltura biologica. &lt;br&gt;Per dare ampio respiro alle informazioni disponibili sull&amp;#8217;agricoltura biologica, le pubbliche autorit&amp;agrave; degli Stati membri e l&amp;#8217;Unione europea devono rendere accessibili al pubblico dati obiettivi e affidabili.Il piano di azione prevede la &lt;b&gt;realizzazione di campagne di informazione a livello comunitario&lt;/b&gt; cofinanziate dall&amp;#8217;Unione europea, indirizzate in modo particolare ai consumatori, agli operatori o alle mense pubbliche, al fine di illustrare i benefici dell&amp;#8217;agricoltura biologica, promuovere l&amp;#8217;uso del logo comunitario, rendere maggiormente trasparenti le varie norme di qualit&amp;agrave; e accrescere la disponibilit&amp;agrave; di prodotti biologici a beneficio dei consumatori dell&amp;#8217;Unione europea.&lt;b&gt;Accrescimento dell&amp;#8217;efficacia del sostegno pubblico&lt;/b&gt;&lt;br&gt;L&amp;#8217;agricoltura biologica &amp;egrave; uno strumento importante nella strategia per l&amp;#8217;integrazione ambientale e lo sviluppo sostenibile. &lt;br&gt;Questi ultimi costituiscono i principi fondamentali della politica agricola comune &lt;b&gt;(PAC)&lt;/b&gt;. &lt;br&gt;Ad oggi i produttori biologici possono beneficiare di aiuti nel quadro dei pagamenti diretti e delle misure di sostegno dei prezzi. &lt;br&gt;Inoltre l&amp;#8217;agricoltura biologica &amp;egrave; pienamente integrata nella politica di sviluppo rurale e svolge un ruolo importante offrendo evidenti benefici ambientali.La Commissione in tal senso raccomanda vivamente agli Stati membri di &lt;b&gt;utilizzare pienamente gli strumenti disponibili nel quadro dei rispettivi piani di sviluppo rurale&lt;/b&gt; per sostenere l&amp;#8217;agricoltura biologica attraverso lo stimolo della domanda attraverso il ricorso ai nuovi sistemi qualit&amp;agrave;, la promozione delle azioni destinate a preservare a lungo termine i benefici per l&amp;#8217;ambiente e la protezione della natura, offrire incentivi ai produttori biologici affinch&amp;eacute; convertano l&amp;#8217;intera azienda agricola anzich&amp;eacute; limitarsi ad una conversione parziale.La Commissione prevede inoltre di offrire incentivi ai produttori per migliorare la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, promuovere la formazione e l&amp;#8217;educazione di tutti gli operatori del settore, nel settore della produzione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti stessi.Per la promozione dell&amp;#8217;espansione dell&amp;#8217;agricoltura biologica risultano necessarie nuove conoscenze e nuove tecnologie. &lt;br&gt;Le proposte della Commissione per potenziare la formazione e la ricerca riguardano tutti i livelli, dall&amp;#8217;adozione di programmi di ricerca nelle universit&amp;agrave; o in altri istituti di ricerca fino alla formazione all&amp;#8217;interno delle aziende agricole per garantire il corretto trasferimento delle tecnologie agli agricoltori. &lt;br&gt;Per quanto riguarda un sistema di produzione descritto fin nei dettagli, i cui prodotti sono caratterizzati da un prezzo pi&amp;ugrave; elevato, l&amp;#8217;agricoltura biologica non pu&amp;ograve; esistere senza apposite norme di produzione e senza controlli affidabili lungo tutta la filiera. In definitiva attraverso vari studi si &amp;egrave; potuto capire che la fiducia dei consumatori nei prodotti dell&amp;#8217;agricoltura biologica si basa precisamente su dei fattori fondamentali:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; rafforzare e armonizzare ulteriormente le norme in materia di agricolturabiologica attraverso il canale delle organizzazioni internazionali;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; migliorare le norme, ad esempio in materia di benessere degli animali;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; definire le norme per i settori non ancora disciplinati, quali l&amp;#8217;acquacoltura, estabilire nuovi standard ambientali, ad esempio il consumo di energia fossile ecc.;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; definire i principi fondamentali dell&amp;#8217;agricoltura biologica rendendo espliciti i servizi resi alla collettivit&amp;agrave;; accrescere la trasparenza e la fiducia dei consumatori, costituire un gruppo di esperti indipendenti incaricato di formulare pareri tecnici;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; chiarire le norme riguardanti il divieto di impiego di OGM;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; accrescere l&amp;#8217;efficacia e la trasparenza del sistema di controllo;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; accrescere l&amp;#8217;efficacia delle disposizioni in materia di importazioni.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/06/18.html#a2101</guid>			<pubDate>Fri, 18 Jun 2004 08:14:05 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;L&amp;#8217;ALBO DEI PRODOTTI DI MONTAGNA&lt;/h4&gt;&lt;b&gt;D.M. 30 DICEMBRE 2003&lt;/b&gt;Possono accedere all&amp;#8217;albo dei prodotti di montagna e fregiarsi della menzione aggiuntiva &amp;#8220;prodotto della montagna&amp;#8221; tutte le denominazioni DOP e IGP registrate a Bruxelles, ai sensi del Regolamento CEE 2081/1992 , la cui zona di produzione e/o trasformazione ricada in un territorio classificato geograficamente come montano.Per zona montana si intende la zona geografica caratterizzata dalla presenza di notevoli masse rilevate aventi altitudini, di norma, non inferiori a 600 metri nell&apos;Italia settentrionale e 700 metri nell&apos;Italia centro-meridionale e insulare.Non possono essere iscritti all&amp;#8217;Albo e, di conseguenza, utilizzare la menzione &amp;#8220;prodotto della montagna&amp;#8221;, quei prodotti ricadenti nei comuni che sono stati equiparati a zone montane (ad esempio le zone svantaggiate), ma che geograficamente non si possono definire montagna.Possono inoltrare istanza di iscrizione all&amp;#8217;Albo:i &amp;#8220;consorzi&amp;#8221; delle denominazioni registrate che hanno ottenuto l&amp;#8217;incarico alla tutela delle denominazioni dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, le &amp;#8220;Comunit&amp;agrave; Montane&amp;#8221; territorialmente competenti in assenza dei consorzi, produttori della denominazione protetta per il tramite dei Consorzi di tutela o delle Comunit&amp;agrave; Montane.Procedura di iscrizione all&amp;#8217;Albo Contestualmente alla domanda di iscrizione:i soggetti legittimati presentano domanda di modifica del disciplinare di produzione della corrispondente denominazione protetta, che sar&amp;agrave; inviata all&amp;#8217;esame della Commissione europea, nonch&amp;eacute; domanda di protezione transitoria a livello nazionale delle modifiche richieste in attesa dell&amp;#8217;approvazione da parte dell&amp;#8217;Unione europea.Le istanze devono essere redatte in carta libera e firmate dal legale rappresentante dei Consorzi di tutela o delle Comunit&amp;agrave; montane di appartenenza e sono inoltrate al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Dipartimento della qualit&amp;agrave; dei prodotti agroalimentari e dei servizi ed alla Regione di appartenenza, che, come in tutti gli altri casi di modifica dei disciplinari di produzione, fornir&amp;agrave; al Ministero il proprio parere.Alcuni prodotti a denominazione d&amp;#8217;origine protetta e ad indicazione geografica protetta sono, per loro stessa natura, prodotti di montagna, visto che la loro zona di produzione ricade in maniera integrale in territorio montano. In questo caso tutti i produttori, dopo l&amp;#8217;iscrizione all&amp;#8217;Albo, possono aggiungere in etichetta la menzione &amp;#8220;prodotto della montagna&amp;#8221;.In altri casi, invece, solo una limitata percentuale della denominazione d&amp;#8217;origine protetta o della indicazione geografica &amp;egrave; ottenuta in territori, comuni o parti di comuni classificabili come montani. In tal caso, pertanto, la menzione aggiuntiva non potr&amp;agrave; essere adoperata per tutta la denominazione, ma solo per il prodotto ottenuto nel territorio montano.Di seguito riportiamo un esempio di alcuni prodotti compresi all&amp;#8217;interno dell&amp;#8217;albo dei prodotti di montagna:&lt;b&gt;INSACCATI E CARNI&lt;/b&gt;&lt;b&gt;DOP&lt;/b&gt;&lt;blockquote&gt;Coppa Piacentina&lt;br&gt;Culatello di Zibello&lt;br&gt;Pancetta Piacentina&lt;br&gt;Prosciutto di Modena&lt;br&gt;Prosciutto di Parma&lt;br&gt;Prosciutto di San Daniele&lt;br&gt;Prosciutto Veneto Berico-Euganeo &lt;br&gt;Salame Brianza&lt;br&gt;Salame di Varzi&lt;br&gt;Salame Piacentino&lt;br&gt;Salamini italiani alla cacciatora&lt;br&gt;Sopr&amp;egrave;ssa Vicentina&lt;br&gt;Valle d&apos; Aosta Jambon de Bosses&lt;br&gt;Valle d&apos; Aosta Lard d&apos; Arnad&lt;/blockquote&gt;&lt;b&gt;IGP&lt;/b&gt;&lt;blockquote&gt;Bresaola della Valtellina, Cotechino Modena, Mortadella, Bologna, Speck dell&apos; Alto Adige, Vitellone bianco dell&apos;Appenino Centrale, Zampone Modena&lt;/blockquote&gt;&lt;b&gt;FORMAGGI&lt;/b&gt;&lt;b&gt;DOP&lt;/b&gt;&lt;blockquote&gt;Asiago, Bitto, Bra, Castelmagno, Fontina, Formai de Mut dell&apos; Alta Valle Brembana, Gorgonzola, Grana Padano, Montasio, Monte Veronese, Murazzano, Parmigiano Reggiano, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Maschera, Robiola di Roccaverano, Sopressa delle Giudicarie.&lt;/blockquote&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/05/28.html#a2025</guid>			<pubDate>Fri, 28 May 2004 08:50:34 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraversi i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Ecogastronomico&lt;/h4&gt;Il territorio delle aree protette &amp;egrave; il 10% di quello nazionale. &lt;br&gt;E proprio in quel dieci per cento ci sono le aree meno antropizzate del nostro Paese, le meno stravolte da un falso concetto di modernizzazione e, di conseguenza, le pi&amp;ugrave; ricche di esempi autentici di agricoltura, di artigianato, di specialit&amp;agrave; alimentari tradizionali.Le aree protette, per ragioni intrinseche, hanno favorito una spinta molto forte alla creazione di nuove imprese agroalimentari: pensiamo a tutto quel che significa il nuovo agriturismo, all&amp;#8217;impulso che ha avuto l&amp;#8217;agricoltura biologica.Tutte attivit&amp;agrave; &amp;#8220;innovative&amp;#8221; che vanno a sovrapporsi e ad integrare quelle tradizionali ancora esistenti. E nel nostro paese sono ancora svariate, un giacimento che, pi&amp;ugrave; si scava, pi&amp;ugrave; riserva sorprese.L&amp;#8217;istituzione pubblica ha cercato di creare un &lt;i&gt;&lt;b&gt;concetto rivoluzionario dei prodotti tipici attraverso i quali poter promuovere il proprio territorio&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;, che solitamente chiede la completezza delle segnalazioni per non scontentare nessuno. Naturalmente compilare un elenco totale e indiscriminato di tutti i produttori equivale a non segnalarne nessuno. &lt;br&gt;Un elenco cosi fatto non serve a incuriosire il consumatore, non suggerisce regole virtuose di comportamento, non favorisce il giusto spirito di emulazione tra produttori, non incentiva il miglioramento qualitativo del comparto. Solo valorizzando i migliori si riesce a fare crescere tutti quelli che per varie ragioni non fanno grande qualit&amp;agrave;. &lt;br&gt;Si cerca in tal senso di non enfatizzare il significato dei punteggi, delle classifiche, ma di sottolineare il valore della qualit&amp;agrave; riuscendo in tal senso ad aiutare il settore agroalimentare a crescere, a fare reddito, ad avvicinare nuovi mercati. Questo concetto &amp;#8211; di per s&amp;eacute; semplice, ma difficile da fare accettare ai produttori esclusi, com&amp;#8217;&amp;egrave; facilmente intuibile, o alle istituzioni &amp;#8211; ha favorito, ad esempio, l&amp;#8217;impressionante trend positivo della vitivinicoltura italiana. Si &amp;egrave; cercato di riproporre tale esperienza anche al settore agroalimentare, creando un Atlante che coniugasse l&amp;#8217;importanza del prodotto tipico di qualit&amp;agrave; attraverso la promozione del territorio.L&amp;#8217;Atlante &amp;egrave; un tentativo in questa direzione: per la prima volta, o quasi, sono stati valutati pani, salumi, mieli, conserve, formaggi, oli, distillati, infusi, confetture...&lt;br&gt;Si &amp;egrave; cercato di trasferire all&amp;#8217;universo alimentare molto vasto e articolato il metodo che da anni viene utilizzato per il vino. Innanzitutto se esistono degustatori ufficiali o riconosciuti tali di vino, olio, miele e formaggio, occorre inventarsi il degustatore di marmellate, salumi, riso e pasta, dolci, pane.&lt;br&gt; E un buon degustatore non pu&amp;ograve; operare in modo completamente avulso dal territorio: deve conoscere le tecniche e i metodi di produzione di quel particolare prodotto, i flussi delle materie prime, i canali commerciali. E&amp;#8217; stato necessario preparare i degustatori, formarli e verificarne continuamente il lavoro sul campo.Ulteriore problema: per degustare i prodotti occorre risalire ai produttori, stilare gli elenchi sui cui operare le selezioni. &lt;br&gt;Ma non esiste una fonte ufficiale in grado di fornire questi elenchi. &lt;br&gt;Le Camere di Commercio forniscono un catalogo degli iscritti, dove sono inserite una serie di informazioni che eccedono rispetto alle reali esigenze.I parchi hanno da poco iniziato a lavorare sui prodotti tipici e sui produttori: non dispongono di archivi, di memoria storica. Le Agenzie di sviluppo rurale (ogni regione ha la sua) lavorano per comparti.Si agisce progressivamente, interpellando le migliori trattorie, i comuni, gli assessorati all&amp;#8217;agricoltura, le Asl, i veterinari.Poi nasce un altro problema: quando si ha un elenco, non si sa se tutti sono autorizzati dal punto di vista sanitario alla vendita. &lt;br&gt;In questo caso &amp;egrave; necessario interpellare ufficiali sanitari, organizzazioni di categoria, tecnici. Nel momento in cui si arriva ad un inventario attendibile, si comincia a contattare telefonicamente i produttori spiegando che questa tipologia di ricerca serve a invogliare i consumatori all&amp;#8217;acquisto, a  promuovere il territorio attraverso lo strumento &amp;#8220;PRODOTTO TIPICO E DI QUALITA&amp;#8217;&amp;#8221;.Mettersi in comunicazione con l&amp;#8217;Italia profonda dei pastori, dei contadini, dei macellai di paese &amp;egrave; sicuramente difficile. Si parla di di quell&amp;#8217;Italia dell&amp;#8217;artigianato sommerso, di quei soggetti appartenenti al settore dell&amp;#8217;agroalimentare che &amp;egrave; afflitto da un forte individualismo. Risulta di fondamentale importanza il ruolo delle istituzioni: dove operano bravi amministratori e tecnici appassionati, si pu&amp;ograve; cercare di tessere un legame di fiducia.Cercare di coniugare la presenza di un determinato prodotto qualitativamente superiore all&amp;#8217;interno di un&amp;#8217;area compresa in un Parco significa unire con un&amp;#8217;unica modalit&amp;agrave; la promozione di un determinato contesto ambientale.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/05/21.html#a1984</guid>			<pubDate>Fri, 21 May 2004 09:14:11 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Romina Bonetti&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Valorizzazione del territorio&lt;/h4&gt;Il turismo nel nostro Paese rappresenta un&amp;#8217;attivit&amp;agrave; economica di importanza notevole e una delle risorse principali in molte localit&amp;agrave; e territori. &lt;br&gt;L&amp;#8217;offerta in questo settore &amp;egrave; vasta e diversificata e i Turisti hanno ampia facolt&amp;agrave; di scelta tra le numerose proposte. &lt;br&gt;Oggi pi&amp;ugrave; che mai per essere competitivi e portare avanti efficaci politiche di Marketing Territoriale &amp;egrave; necessario valorizzare l&amp;#8217;offerta turistica di un Territorio in un sistema integrato. In questo contesto le istituzioni, pubbliche e private sono gli attori primari dell&amp;#8217;impegno alla valorizzazione del proprio territorio. &lt;br&gt;Il Territorio, infatti, non viene inteso solo come luogo geografico costituito dalla natura e dal paesaggio ma &amp;egrave; anche un insieme omogeneo di storia, tradizioni e culture, che si esprimono attraverso il loro patrimonio artistico, le tradizioni eno-gastronomiche, e i prodotti tipici locali. &lt;br&gt;Si tratta quindi di valorizzare le ricchezze naturali e storiche integrandole in modo sinergico e coordinato con tutte le componenti che caratterizzano l&amp;#8217;offerta turistica di un Territorio: ambiente, ricettivit&amp;agrave;, artigianato, gastronomia, prodotti tipici etc. &lt;br&gt;Tutto ci&amp;ograve; in una logica di marketing legata alla qualit&amp;agrave; dei servizi erogati e alla soddisfazione dell&amp;#8217;ospite. &lt;br&gt;Perch&amp;eacute; soddisfare le aspettative dei Turisti significa conquistare la loro fiducia e aumentare la loro fedelt&amp;agrave;. &lt;b&gt;La Carta della Valorizzazione del Territorio&lt;/b&gt;La Carta della Valorizzazione del Territorio &amp;egrave; un protocollo di intenti in cui sono dichiarati gli obiettivi, la promessa e gli standard qualitativi ai quali un territorio fa riferimento nella sua offerta turistica: primo fra tutti l&amp;#8217;ambiente, in un&amp;#8217;ottica di ecosistema, ma anche la ricettivit&amp;agrave;, la sicurezza delle infrastrutture, i prodotti dell&amp;#8217; artigianato, della gastronomia, etc. Ogni azienda o struttura del territorio che opera nel campo dell&amp;#8217;offerta turistica pu&amp;ograve; aderire alla Carta della Valorizzazione del Territorio provvedendo a definire la Carta del proprio servizio o prodotto in conformit&amp;agrave; ai requisiti minimi stabiliti nei protocolli delle specifiche Carte. &lt;br&gt;La conformit&amp;agrave; ai requisiti &amp;egrave; attestata da un ente di terza parte garante della trasparenza e della rispondenza effettiva ai requisiti. &lt;br&gt;Adottare una carta della valorizzazione del Territorio significa valorizzare e qualificare il territorio dal punto di vista ambientale e nella sua offerta di servizi e prodotti tipici locali e poter comunicare il proprio fattore differenziante ai potenziali visitatori, clienti del sistema economico e a tutto il mercato del turismo. &lt;br&gt;La Carta della Valorizzazione del Territorio delle produzioni tipiche  consente di adottare strumenti per la misurazione degli standard di qualit&amp;agrave; dei servizi di ospitalit&amp;agrave;, delle produzioni tipiche, nonch&amp;eacute; di definire le politiche ambientali per la tutela dell&amp;#8217;ecosistema , e di avere il controllo delle misure di sicurezza fisica ma anche di salute, benessere, tranquillit&amp;agrave; dei fruitori del territorio nella loro qualit&amp;agrave; di turisti e consumatori. La carta della valorizzazione del territorio si compone di carte specifiche:&lt;ol&gt;&lt;li&gt; Carta dell&amp;#8217;ambiente&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Carta della sicurezza&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Carta dei Servizi Turistici e della Ricettivit&amp;agrave;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Carta dei Pubblici Esercizi&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Carta delle Terme &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Carta delle marine, approdi e Porti Turistici.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/05/14.html#a1948</guid>			<pubDate>Fri, 14 May 2004 08:29:40 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraversi i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Varato dalla Commissione Europea un nuovo regime semplificato per gli aiuti di stato  in agricoltura.&lt;/h4&gt;La Commissione Europea ha adottato nei giorni scorsi una nuovo regolamento finalizzato a  semplificare la gestione e assicurare un controllo efficiente degli aiuti di Stato nel settore agricolo senza infirmare la sorveglianza da parte della Commissione stessa.Il nuovo regolamento autorizza gli Stati membri a concedere vari tipi di aiuti pubblici senza dover ottenere il nulla osta preventivo della Commissione. Grazie a questo regime di esenzione per categoria verranno abbreviati i tempi di esecuzione dei nuovi aiuti di Stato nel settore agricolo. Ci&amp;ograve; faciliter&amp;agrave; a sua volta la realizzazione dei programmi nazionali tesi a migliorare il livello di tutela ambientale, benessere degli animali e igiene nell&apos;ambito dell&apos;agricoltura.Il regolamento istituisce un sistema di esenzione per categoria per taluni tipi di aiuti di Stato concessi, entro determinati massimali, ad agricoltori o ad imprese di trasformazione e di commercializzazione di prodotti agricoli. Ci&amp;ograve; significa che gli Stati membri non dovranno pi&amp;ugrave; notificarli previamente alla Commissione per ottenerne il nulla osta. Il regolamento proposto si applica agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (PMI) del settore agricolo.Il regolamento esonera dall&apos;obbligo di notifica alla Commissione i seguenti aiuti: &lt;ul&gt;&lt;li&gt; aiuti agli investimenti concessi agli agricoltori, fino ad un massimo del 40%; questa percentuale pu&amp;ograve; essere portata al 50% nelle zone svantaggiate e al 60% quando i beneficiari sono giovani agricoltori. &lt;br&gt;L&apos;aiuto non deve essere limitato a particolari prodotti agricoli; per esempio, un regime di aiuto specifico a favore del solo comparto suinicolo esulerebbe dal campo di applicazione del regolamento. &lt;br&gt;I beneficiari sono liberi di scegliere l&apos;ambito settoriale in cui realizzare l&apos;investimento, purch&amp;eacute; esistano sufficienti opportunit&amp;agrave; di mercato. &lt;br&gt;Gli aiuti finalizzati a un aumento della capacit&amp;agrave; di produzione beneficiano dell&apos;esenzione soltanto fino al 20% d&apos;incremento della capacit&amp;agrave; in termini di unit&amp;agrave; di bestiame o di superficie coltivata. &lt;br&gt;Aiuti fino al 60% 75% nelle zone svantaggiate possono essere accordati per le spese connesse alla protezione e al miglioramento dell&apos;ambiente, al miglioramento delle condizioni igieniche nelle imprese zootecniche o del benessere degli animali d&apos;allevamento, a condizione che tali investimenti siano intesi a superare i requisiti minimi dell&apos;UE. &lt;br&gt;Questo tipo di aiuto pu&amp;ograve; essere mirato a determinati prodotti; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti fino al 100% concessi per le spese inerenti alla conservazione di paesaggi e fabbricati tradizionali; tali spese possono comprendere un congruo compenso per il lavoro svolto dall&apos;agricoltore stesso o dai suoi collaboratori nei limiti di &amp;#8364; 10.000 all&apos;anno; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; possono essere concessi aiuti per le spese di trasferimento di fabbricati aziendali nell&apos;interesse pubblico; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti agli investimenti fino al 40% concessi alle imprese di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli; il tasso pu&amp;ograve; essere aumentato fino al 50% nelle regioni dell&apos;obiettivo 1. &lt;br&gt;L&apos;aiuto non deve essere limitato a particolari prodotti agricoli; per esempio, un regime di aiuto specifico a favore del solo comparto lattiero-caseario esulerebbe dal campo di applicazione del regolamento.&lt;br&gt; Gli imprenditori sono liberi di scegliere l&apos;ambito settoriale in cui realizzare l&apos;investimento, purch&amp;eacute; esistano sufficienti opportunit&amp;agrave; di mercato.&lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti fino a &amp;#8364; 30.000 per l&apos;insediamento dei giovani agricoltori; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti al prepensionamento concessi a condizione che la cessazione delle attivit&amp;agrave; aziendali a fini commerciali sia permanente e definitiva; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti all&apos;avviamento di associazioni o unioni di produttori concessi purch&amp;eacute; l&apos;aiuto globale non superi &amp;#8364; 100.000 e diminuisca gradualmente su un periodo di cinque anni (100% delle spese di avviamento nel primo anno, con una riduzione di almeno 20 punti percentuali per ciascuno degli anni successivi); &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti finalizzati al pagamento dei premi assicurativi, purch&amp;eacute; non venga superato l&apos;80% del costo dei premi assicurativi a copertura delle perdite causate da avverse condizioni atmosferiche assimilabili a calamit&amp;agrave; naturali; il tasso &amp;egrave; ridotto al 50% qualora l&apos;assicurazione copra anche altre perdite dovute ad avverse condizioni atmosferiche o ad epizoozie o fitopatie; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti fino al 100% per la ricomposizione fondiaria concessi unicamente a copertura dei costi legali e amministrativi; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti fino a &amp;#8364; 100.000 per beneficiario su un periodo di tre anni concessi per promuovere la produzione e la commercializzazione di prodotti agricoli di qualit&amp;agrave;; possono essere compresi costi per ricerche di mercato e attivit&amp;agrave; analoghe, per l&apos;introduzione di norme di assicurazione della qualit&amp;agrave;, per corsi di formazione del personale incaricato di applicare tali sistemi, per i contributi chiesti per la certificazione iniziale dell&apos;assicurazione di qualit&amp;agrave; e di regimi analoghi, nonch&amp;eacute; per misure di controllo effettuate da terzi; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aiuti fino a &amp;#8364; 100.000 per beneficiario su un periodo di tre anni concessi per le prestazioni di assistenza tecnica nel settore agricolo; possono essere compresi i costi relativi all&apos;istruzione generale e alla formazione degli agricoltori e dei loro collaboratori, ad alcuni servizi aziendali ausiliari, a servizi di consulenza e all&apos;organizzazione e partecipazione a concorsi, mostre e fiere; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; sostegno al settore zootecnico concesso fino al 100% a copertura dei costi amministrativi direttamente connessi con l&apos;adozione e la tenuta dei libri genealogici; fino al 70% dei costi dei test di determinazione della qualit&amp;agrave; genetica o della resa del bestiame effettuati da o per conto di terzi; fino al 40% per investimenti in centri di riproduzione animale e per l&apos;introduzione a livello di azienda di metodi o tecniche innovative in materia di riproduzione animale; fino al 100% a copertura dei costi dei test per le TSE, con un massimale di &amp;#8364; 40 per test effettuato su bovini macellati destinati al consumo umano. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Questo nuovo regolamento scadr&amp;agrave; alla fine del 2006.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/04/07.html#a1769</guid>			<pubDate>Wed, 07 Apr 2004 08:48:19 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Prodotti tipici e rete di vendita: i circuiti brevi. (II Parte)&lt;/h4&gt;Il dato principale che occorre  tenere presente nella vendita con i circuiti brevi &amp;egrave; che il cliente far&amp;agrave; il minimo sforzo per avvicinarsi al prodotto. &lt;br&gt;Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; necessario offrirgli il prodotto il pi&amp;ugrave; vicino possibile al suo luogo di residenza.Il punto vendita deve essere per&amp;ograve; localizzato all&amp;#8217;interno di un bacino di consumatori. &lt;br&gt;In altre parole, &amp;egrave; praticamente inutile allestire un punto vendita in una cascina molto isolata, a meno che non si tratti di vendere un prodotto molto specifico e raro. &lt;br&gt;Questa forma di vendita deve essere sfruttata ogni qualvolta sia possibile, poich&amp;eacute; in tal modo l&amp;#8217;agricoltore/artigiano potr&amp;agrave; farsi un&amp;#8217;idea precisa della domanda e acquisire una certa esperienza nel gestire i contatti con la clientela.Spesso i volumi di vendita rimangono piuttosto limitati, poich&amp;eacute; i consumatori si spostano poco per acquistare un solo prodotto. &lt;br&gt;Solo le unit&amp;agrave; produttive localizzate in punti strategici possono infatti contare su un numero di visite elevato. &lt;br&gt;Per incrementare le vendite si potrebbe inoltre  prevedere la creazione, attraverso scambio o deposito in conto vendita con altri agricoltori o artigiani, di una gamma di prodotti che giustifichi un viaggio pi&amp;ugrave; lungo da parte del consumatore.Per &amp;#8220;consumare l&amp;#8217;ambiente rurale&amp;#8221; il consumatore  ha bisogno di ricollegarsi ad un&amp;#8217;attivit&amp;agrave;: assistere alla lavorazione di un prodotto, percorrere un itinerario di scoperta in bicicletta, prendere parte ad uno spettacolo, ecc.La vendita turistica costituisce una variante della vendita diretta presso l&amp;#8217;azienda agricola, ma in questo caso quello che si vende &amp;egrave; pi&amp;ugrave; un servizio che un genere alimentare. &lt;br&gt;Pu&amp;ograve; trattarsi di un prodotto ricreativo o culturale, della conoscenza del territorio o dei legami storici con quest&amp;#8217;ultimo, di una parentesi piacevole. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/03/31.html#a1720</guid>			<pubDate>Wed, 31 Mar 2004 09:20:09 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Prodotti tipici e rete di vendita: i circuiti di vendita brevi. (I Parte)&lt;/h4&gt;Le nuove tendenze legate ai consumi suggeriscono una crescente ricerca di prodotti genuini, naturali e contraddistinti da una precisa identit&amp;agrave; territoriale.In un&amp;#8217;ottica di commercializzazione, i circuiti cosiddetti  &amp;#8220;brevi&amp;#8221; consentono di ridurre il numero di intermediari presenti lungo la catena che conduce dal produttore al consumatore. &lt;br&gt;In questo senso, il circuito pi&amp;ugrave; breve &amp;egrave; quello in cui il produttore vende direttamente il prodotto al consumatore (vendita diretta).I circuiti brevi offrono inoltre  l&amp;#8217;opportunit&amp;agrave; di creare valore aggiunto sul territorio, rafforzando la specificit&amp;agrave; dei prodotti in esso presenti. Tuttavia affinch&amp;eacute; i prodotti raggiungano il mercato attraverso i circuiti brevi &amp;egrave; indispensabile un approccio rigoroso che consenta di minimizzare i rischi di impegnarsi in iniziative senza sbocco e costose dal punto di vista degli investimenti.Un&amp;#8217;impostazione graduale pu&amp;ograve; rappresentare una delle chiavi di successo. &lt;br&gt;Si tratta cio&amp;egrave; di affrontare grossi investimenti soltanto quando i prodotti, i clienti e i produttori sono ormai entrati in una dinamica consolidata, in seguito ad azioni avviate su piccola scala.Viste le peculiarit&amp;agrave; delle zone rurali, la maggior parte delle azioni di un certo respiro vengono portate avanti a livello collettivo. Infatti, raramente le aziende agricole e gli artigiani dispongono di mezzi adeguati per sviluppare da soli le azioni e gli interventi finanziari necessari. Questo &amp;egrave; particolarmente vero qualora si vogliano raggiungere i mercati urbani, che in Europa rappresentano quantitativamente i maggiori bacini di utenza.La vendita effettuata attraverso i circuiti brevi sfrutta la presenza dei mercati di prossimit&amp;agrave;, da intendersi sia dal punto di vista geografico che culturale; sono clienti potenziali della vendita diretta i consumatori locali o i turisti che visitano la zona, nonch&amp;eacute; gli emigrati originari del territorio. In questo caso, il produttore utilizza la propria rete di relazioni sociali per affinare la propria percezione della domanda. Si tratta dunque di una forma di vendita di facile accesso, per lo meno nelle prime fasi di sviluppo. la vendita effettuata attraverso i circuiti brevi mira al miglioramento dei prezzi dei prodotti al fine di incrementare il reddito dei produttori. Nel contempo essa consente di portare a termine localmente le operazioni legate alla vendita e contribuisce cos&amp;igrave; al mantenimento dell&amp;#8217;occupazione sul territorio.In molti casi le azioni condotte singolarmente presentano molto presto i loro limiti e si rivela opportuno creare una gamma di prodotti anzich&amp;eacute; puntare su un prodotto unico. Infatti, la vendita di un unico prodotto presso la fattoria frutta raramente all&amp;#8217;agricoltore interessato somme superiori a qualche migliaia di euro all&amp;#8217;anno, mentre il fatturato di un punto vendita collettivo, che proponga una vasta offerta di prodotti artigianali, pu&amp;ograve; raggiungere complessivamente anche svariate centinaia di migliaia di euro, da ripartirsi fra gli agricoltori stessi. Il fatto di raggrupparsi e l&amp;#8217;impegno collettivo che ne consegue consentono agli agricoltori e/o  agli artigiani di commercializzare una gamma di prodotti diversificati, limitando l&amp;#8217;investimento finanziario di ogni produttore per sviluppare un nuovo circuito e rafforzare cos&amp;igrave; la coesione e la solidariet&amp;agrave; sociale del territorio.occorre infine sottolineare che la qualit&amp;agrave; del prodotto &amp;egrave; determinante, infatti nessuna forma di vendita, per quanto buona sia, e nessuna fedelt&amp;agrave; da parte della clientela sono in grado di compensare le carenze di un prodotto scadente. Il miglioramento della qualit&amp;agrave; oggettiva del prodotto e il suo adeguamento alle aspettative del consumatore &amp;#8220;target&amp;#8221; (regolarit&amp;agrave;, confezione, ecc.) rappresentano, il pi&amp;ugrave; delle volte, un presupposto allo sviluppo di un circuito di vendita.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/03/22.html#a1679</guid>			<pubDate>Mon, 22 Mar 2004 11:45:29 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Prodotti tipici e commercializzazione: i circuiti lunghi&lt;/h4&gt;La domanda di prodotti alimentari tipici, con immagine artigianale &amp;egrave; in costante crescita in tutti quei paesi europei che vantano radicate tradizioni alimentari e gastronomiche. La principale caratteristica dei &amp;#8220;circuiti lunghi&amp;#8221; di commercializzazione dei prodotti tipici, &amp;egrave; la presenza di intermediari fra il produttore e il consumatore finale. Per circuiti &amp;#8220;lunghi&amp;#8221; si intendono in genere i canali commerciali localizzati  al di fuori dei mercati di prossimit&amp;agrave;.I circuiti lunghi sono contraddistinti da alcuni elementi caratteristici, collegati in generale alla presenza di diversi intermediari fra produttore e consumatore, che comportano evidenti implicazioni:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; non esistendo un contatto diretto &amp;egrave; pi&amp;ugrave; difficile per il produttore capire in quale misura i propri prodotti soddisfino le attese del consumatore; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; analogamente il prodotto ha un ruolo pi&amp;ugrave; importante nel comunicare l&amp;#8217;identit&amp;agrave; del produttore e, in alcuni casi, pu&amp;ograve; essere anche l&amp;#8217;unica fonte di informazione; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; ogni azione effettuata dal produttore e/o fornitore nell&amp;#8217;ambito delle relazioni con il cliente ha una ricaduta potenziale, in termini di vendite, molto elevata: la credibilit&amp;agrave; del produttore come interlocutore commerciale gioca infatti un ruolo determinante.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Tuttavia, se da un lato per un&amp;#8217;impresa di piccole dimensioni che opera al livello locale esistono molte buone ragioni per guardare con cautela verso i circuiti lunghi, dall&amp;#8217;altro la diffusione di idee preconcette rischia di diventare essa stessa una minaccia, un elemento fuorviante capace di ridurre l&amp;#8217;orizzonte delle piccole imprese e di distrarle dalle evoluzione dei mercati e dai conseguenti continui cambiamenti di condizioni di accesso e &amp;#8220;regole del gioco&amp;#8221;.&lt;img src=&quot;http://www.uncem.net/images/2004/03/15/ch164601.gif&quot; width=&quot;544&quot; height=&quot;199&quot; border=&quot;0&quot;  alt=&quot;A picture named ch164601.gif&quot;&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/03/15.html#a1637</guid>			<pubDate>Mon, 15 Mar 2004 08:19:45 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Organizzazione Mondiale del Commercio e agricoltura: le cinque condizioni per il rilancio dei negoziati avanzate dalla Commissione Europea.&lt;/h4&gt;La Commissione Europea ha messo a punto una nuova strategia globale  per rilanciare i negoziati agricoli a seguito del fallimento di Cancun.La strategia proposta dalla Commissione Europea si fonda su cinque punti fondamentali quali:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; migliorare le condizioni di accesso per i paesi in via di sviluppo: tutti i paesi economicamente avanzati devono permettere l&apos;accesso in esenzione completa da dazi e contingenti alle esportazioni dei 49 paesi pi&amp;ugrave; poveri del mondo e concedere l&apos;accesso a dazio zero ad almeno il 50% delle importazioni provenienti dai rimanenti paesi in via di sviluppo, economicamente pi&amp;ugrave; robusti;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; fare concessioni reciproche;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; promuovere le riforme e non penalizzarle: fino a poco tempo fa, gli aiuti distorsivi della concorrenza predominavano nettamente nella politica agraria comunitaria. &lt;br&gt;Questo &amp;egrave; cambiato completamente, soprattutto in seguito alla riforma della politica agricola comune (PAC) del giugno 2003. &lt;br&gt;Affinch&amp;eacute; la riforma della politica agricola sia riconosciuta anzich&amp;eacute; penalizzata, essa deve trovare riscontro nell&apos;Agenda per lo sviluppo di Doha;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; i paesi ricchi hanno bisogno di una partecipazione attiva dei paesi in via di sviluppo: il fatto che i paesi in via di sviluppo non abbiano tratto sufficienti vantaggi dalla liberalizzazione degli scambi non &amp;egrave; da imputarsi unicamente alle politiche agricole dei paesi ricchi. &lt;br&gt;Secondo la Banca mondiale, l&apos;80% dei vantaggi provenienti dalla liberalizzazione sarebbe dovuto all&apos;eliminazione degli ostacoli agli scambi tra gli stessi paesi poveri. &lt;br&gt;n Europa, il dazio medio sui prodotti agricoli &amp;egrave; di appena il 10%, mentre esso &amp;egrave; pari al 30% in Brasile e al 60% nell&apos;insieme dei paesi in via di sviluppo. &lt;br&gt;Non sono dunque soltanto i paesi ricchi, ma anche i paesi in via di sviluppo che devono ridurre gli ostacoli agli scambi, nel loro stesso interesse. &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/03/08.html#a1603</guid>			<pubDate>Mon, 08 Mar 2004 08:24:08 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Le prospettive future della politica di sviluppo rurale.&lt;/h4&gt;La vitalit&amp;agrave; dei territori rurali &amp;egrave; interesse non soltanto della societ&amp;agrave; rurale ma di tutta la societ&amp;agrave;. &lt;br&gt;Gli investimenti a favore dell&apos;economia rurale in senso ampio e delle comunit&amp;agrave; rurali sono indispensabili per accrescere l&apos;attrattivit&amp;agrave; delle zone rurali, promuovere una crescita sostenibile e creare nuove opportunit&amp;agrave; di impiego, specialmente per i giovani e per le donne. &lt;br&gt;A tal fine occorre tener conto delle esigenze specifiche delle diverse regioni e sfruttare l&apos;intera gamma delle potenzialit&amp;agrave; offerte dalle varie zone e comunit&amp;agrave; rurali locali. &lt;br&gt;La vitalit&amp;agrave; del territorio rurale &amp;egrave; essenziale per l&apos;agricoltura, cos&amp;igrave; come l&apos;attivit&amp;agrave; agricola &amp;egrave; essenziale per la vitalit&amp;agrave; del territorio rurale. La salvaguardia della diversit&amp;agrave; del territorio rurale europeo e la promozione dei servizi forniti dall&apos;agricoltura multifunzionale acquistano sempre maggiore importanza. &lt;br&gt;La gestione dell&apos;ambiente agricolo e delle superfici forestali servir&amp;agrave; a salvaguardare ed a valorizzare il paesaggio naturale e la ricchezza del patrimonio culturale europeo, soprattutto nelle zone rurali pi&amp;ugrave; periferiche, in cui sono presenti siti di grande valore naturale. Uno dei principali obiettivi deve essere la competitivit&amp;agrave; del settore agricolo, tenendo conto del diverso potenziale agricolo delle varie zone rurali. &lt;br&gt;Questo aspetto &amp;egrave; particolarmente importante per i nuovi Stati membri, in previsione della nuova importante ristrutturazione del settore agricolo alla quale andranno incontro nei prossimi anni. &lt;br&gt;In tutti gli Stati membri la crescita economica sostenibile del settore agricolo dovr&amp;agrave; passare sempre pi&amp;ugrave; attraverso la diversificazione, l&apos;innovazione e i prodotti a valore aggiunto chiesti dai consumatori. La politica di sviluppo rurale deve essere attuata in tutte le zone rurali dell&apos;Unione europea allargata, per consentire agli agricoltori e agli altri attori del mondo rurale di far fronte alle sfide dell&apos;attuale ristrutturazione del settore agricolo, all&apos;impatto della riforma della PAC e all&apos;evoluzione del commercio dei prodotti agricoli. La politica di sviluppo rurale deve essere al servizio delle esigenze della societ&amp;agrave; rurale nel suo complesso, e contribuire alla coesione. Il rafforzamento della comunit&amp;agrave; rurale in senso ampio consentir&amp;agrave; di promuovere lo sviluppo sostenibile delle zone rurali, obiettivo perseguito da tutti i soggetti interessati. La politica di sviluppo rurale deve essere attuata in collaborazione tra le organizzazioni pubbliche e private e la societ&amp;agrave; civile, secondo il principio di sussidiariet&amp;agrave;. &lt;br&gt;Per rispondere efficacemente alle esigenze locali e regionali &amp;egrave; necessario un dialogo a tutto campo tra i protagonisti del mondo rurale in sede di elaborazione, attuazione, controllo e valutazione dei programmi. &lt;br&gt;La futura politica deve essere in grado di veicolare il sostegno comunitario alle zone rurali attraverso partnership locali basate su un approccio partecipativo dal basso, tenendo conto dell&apos;esperienza acquisita attraverso il programma LEADER. &lt;br&gt;Occorre lasciare spazio all&apos;esplorazione di soluzioni innovative a livello locale.&amp;Egrave; necessario e urgente quindi procedere ad una sostanziale semplificazione della politica comunitaria di sviluppo rurale. &lt;br&gt;L&apos;attuazione di tale politica deve basarsi su un sistema unico di programmazione, finanziamento e controllo, calibrato sulle esigenze dello sviluppo rurale. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/02/27.html#a1561</guid>			<pubDate>Fri, 27 Feb 2004 07:54:06 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;I progetti di cooperazione all&amp;#8217;interno dell&amp;#8217;iniziativa comunitaria Leader+&lt;/h4&gt;L&amp;#8217;iniziativa comunitaria Leader+ prevede, all&amp;#8217;interno della sua programmazione una serie di azioni finalizzate a promuovere progetti di cooperazione transfrontaliera. La cooperazione pu&amp;ograve;  avvenire tra zone rurali di un unico Stato membro (cooperazione interterritoriale) o tra zone appartenenti a diversi Stati membri ed anche ad altre regioni (cooperazione transnazionale).Le disposizioni relative al finanziamento attraverso le attivit&amp;agrave; di  &amp;#8220;cooperazione&amp;#8221;possono differire da uno Stato membro all&amp;#8217;altro. &lt;br&gt;Tuttavia, &amp;egrave; importante che le condizioni in base alle quali vengono attuate tali disposizioni tengano conto della natura graduale della cooperazione. &lt;br&gt;Occorre garantire la massima flessibilit&amp;agrave; per facilitare l&amp;#8217;elaborazione dei progetti che prevedono l&amp;#8217;approvazione di diverse amministrazioni nazionali o regionali.Esistono inoltre  diversi sistemi di finanziamento dei progetti di cooperazione, a seconda del contesto amministrativo e istituzionale delle regioni e degli Stati membri:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; in alcuni casi, i gruppi di LEADER+ dispongono anticipatamente di una certa quantit&amp;agrave; di stanziamenti (a prescindere se siano o non siano accreditati sul proprio bilancio) da utilizzare per i progetti che intende sviluppare;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; in altri casi, la Sezione &amp;#8220;cooperazione&amp;#8221; del programma operativo Leader+ viene attuata attraverso gare d&amp;#8217;appalto indette con scadenze fisse e rivolte ai vari gruppi di LEADER+ nelle regioni o nei paesi interessati;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; infine, le azioni di cooperazione  possono  essere attuate per un periodo di tempo ininterrotto, man mano che le proposte emergono dalla base al livello regionale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Non potendo i progetti essere svolti senza il sostegno tecnico, come ha dimostrato l&amp;#8217;esperienza precedente di LEADER II, in molti programmi &amp;egrave; statoa inserita un&amp;#8217; azione di  assistenza specifica per la cooperazione interterritoriale e transnazionale, nella fase di progettazione, per favorire la ricerca e il contatto di partner e fornire assistenza tecnica per la compilazione dei fascicoli operativi. In linea di principio, il sostegno tecnico precede il progetto di cooperazione  e non pu&amp;ograve; essere utilizzato per il finanziamento delle spese connesse con lo svolgimento degli incontri nel quadro del partenariato, una volta che tale partenariato &amp;egrave; stato definitivamente istituito sulla base di un accordo. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/02/19.html#a1531</guid>			<pubDate>Thu, 19 Feb 2004 09:59:25 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;I distretti rurali quale strumento di promozione dei territori.&lt;/h4&gt;Nella programmazione dello sviluppo territoriale la competizione oggi &amp;egrave; giocata fra &amp;#8220;sistemi a rete&amp;#8221; organizzati in forma variabile e flessibile. &lt;br&gt;Di conseguenza, la competizione diventa la diversa capacit&amp;agrave; dei sistemi locali, siano essi agricoli o industriali, di combinare e organizzare le opportunit&amp;agrave; economiche, le risorse e gli attori in vista del posizionamento pi&amp;ugrave; vantaggioso nei processi di riorganizzazione economico/territoriale che si dispiegano su scala internazionale. La competitivit&amp;agrave; dei sistemi regionali e locali pu&amp;ograve; quindi  essere fatta dipendere da tre ordini di fattori:&lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt; la capacit&amp;agrave; di apertura  internazionale delle economie regionali e locali, con le connesse capacit&amp;agrave; di facilitare la mobilit&amp;agrave; di operatori e capitali e di abbassare i costi di transazione con gli altri sistemi;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; il ridisegno dei rapporti pubblico-privato attraverso la creazione di mix istituzionali di gestione delle dinamiche economiche del territorio;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; una &amp;#8220;strutturazione ambientale&amp;#8221; elevata, come capacit&amp;agrave; di indirizzare le risorse economiche, sociali e culturali locali. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;I  recenti processi di globalizzazione stanno proiettando  le societ&amp;agrave; locali in una dimensione planetaria, conferendo ai fattori territoriali una nuova centralit&amp;agrave;, che spesso si traducono nella crescita e nella valorizzazione  di aspetti peculiari ad un determinato territorio e nella ricerca di nuove relazioni territoriali su base allargata.Quanto  infatti maggiore &amp;egrave; la propensione a costruire reti di collaborazione, alleanze su obiettivi verificabili nel tempo, &amp;#8220;coalizioni&amp;#8221; per progetti, tanto maggiori sono le possibilit&amp;agrave; di avviare meccanismi socioeconomici  virtuosi per la crescita e lo sviluppo del territorio.&amp;#8221;.Per le strutture di governo territoriale, nonch&amp;eacute; per il complesso di strutture sociali quali rappresentanze degli interessi, mondo dell&amp;#8217;associazionismo, mondo della cooperazione cooperativo, si pone la necessit&amp;agrave; di seguire le trasformazioni in corso e di accompagnarle verso una maggiore coesione economica e sociale. Agire facendo coalizione costituisce &amp;#8220;un&amp;#8217;obbligata&amp;#8221; modalit&amp;agrave; di risposta alle sfide dell&amp;#8217;integrazione dei mercati, alla complessit&amp;agrave; dei rapporti di interdipendenza tra imprese, ai processi di innovazione tecnica, tecnologica  ed organizzativa. Le forme coalizionali attivate da piccole e medie imprese  permettono infatti loro di  mantenere, nell&amp;#8217;ambito della stessa filiera produttiva un ampio raggio d&amp;#8217;azione ed una presenza di mercato che la singola impresa da sola  non sarebbe in condizione di attuare. La capacit&amp;agrave; di un territorio  di costruire momenti di cooperazione tra i soggetti che a vario titolo operano sul mercato appaiono sempre pi&amp;ugrave; come il fattore  in grado di generare valore aggiunto, che altrimenti le singole capacit&amp;agrave; degli attori da sole non sarebbero in grado di conseguire.Tutte le esperienze basate sulla concertazione, nascono dalla constatazione che le nuove chances di sviluppo non possono che essere giocate &amp;#8220;dal basso&amp;#8221; (approccio bottom-up), cio&amp;egrave; a livello di attori locali che convergono, negoziando tra loro sulla definizione di finalit&amp;agrave; e di linee di intervento.La concertazione locale si presenta quindi come capacit&amp;agrave; di progettazione integrata, a livello locale, sostenuta dai principali soggetti del territorio. Un metodo efficace per promuovere, oltre agli obiettivi concreti di sviluppo di una determinata area, anche il rafforzamento dell&amp;#8217;imprenditoria locale, l&amp;#8217;allargamento della cultura della responsabilit&amp;agrave;  lo sviluppo dinamico della coesione economica e sociale. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/02/11.html#a1497</guid>			<pubDate>Wed, 11 Feb 2004 11:05:45 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;h4&gt;Il ruolo delle guide turistiche nella valorizzazione del patrimonio enogastronomico di un territorio.&lt;/h4&gt;Uno degli elementi caratterizzanti di un territorio &amp;egrave; il suo patrimonio enogastronomico. Per valorizzare e sviluppare tale patrimonio occorre un&apos;azione in grado di evidenziare le caratteristiche proprie di tale prodotto.Una funzione importante viene svolta dalla creazione di itinerari enogastromonici capaci di offrire ai turisti che provengono da altre aree la possibilit&amp;agrave; di degustare i prodotti in una cornice di particolare suggestione.I vari itinerari possono tenere in considerazione la tipicit&amp;agrave; dei prodotti e i gusti degli ospiti.In questo quadro le guide turistiche occupano un ruolo insostituibile perch&amp;eacute; oltre ad essere di supporto alla conoscenza del territorio sono in grado di esaltare le caratteristiche specifiche dei prodotti locali.La funzione della guida permette di trasmettere un patrimonio culturale  legato alla tradizione e alle coltivazioni antiche che hanno conservato i metodi e i sapori. Hanno modo di illustrare i segreti della cucina e in modo particolare far emergere quei particolare che rendono il prodotto unico nel suo genere.La guida turistica &amp;egrave; in grado di coniugare gli aspetti socio-economici, storici, culturali, e paesaggistici  con le valenze produttive. La lavorazione dei prodotti assume una particolare importanza perch&amp;eacute; esalta le caratteristiche del prodotto finito e permette di capire il valore di ci&amp;ograve; che si gusta e delle sue propriet&amp;agrave;. Svolge un ruolo di collegamento e permette di avere una visione d&apos;insieme interpretando le esigenze dei turisti che richiedono un&apos;informazione sempre pi&amp;ugrave; precisa dei processi e delle metodologie di lavorazione.La comunicazione &amp;egrave; in grado di tenere in considerazione i diversi target di utenza che vanno dai gruppi scolastici, agli anziani, dai gruppi culturali a quelli professionali e altri ancora.Gli itinerari enogastronomici rappresentano una forma di offerta turistica integrata dei territori a vocazione vitivinicola in cui la presenza dei prodotti tipici costituisce una sorta di testimonial efficace e ben recepibile dal turista sempre pi&amp;ugrave; attento e meno frettoloso di un tempo.La guida &amp;egrave; in grado di indicare la presenza, la diffusione, la quantit&amp;agrave;, la persistenza, la qualit&amp;agrave; dei prodotti &quot;di nicchia&quot; esistenti sul territorio e quali sono gli interventi di protezione, salvaguardia, recupero e valorizzazione dei prodotti e i luoghi storici di produzione, botteghe, forni a legna, mulini, frantoi, laboratori quali &quot;spazi viventi&quot;. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/01/19.html#a1402</guid>			<pubDate>Mon, 19 Jan 2004 14:19:04 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;I prodotti tipici e l&apos;e-commerce&lt;/H4&gt;Il commercio elettronico di beni agricoli, ed in particolare dei cosiddetti prodotti tipici locali, &amp;egrave; partito con minore velocit&amp;agrave; rispetto ad altri settori, ma sta rapidamente recuperando il tempo perduto. I motivi del ritardo sono imputabili al fatto che si tratta di prodotti non standardizzati e deperibili che impongono speciali modalit&amp;agrave; di consegna. Tuttavia sono ormai numerosi, anche in Europa, i mercati telematici su Internet dove vengono scambiati ogni giorno grandi quantit&amp;agrave;  di questi  prodotti, come  vini,  formaggi, salumi,  confetture ecc. Secondo alcuni esperti del settore nel giro di qualche anno anche in questo comparto il business-to-consumer diventer&amp;agrave; strategico. Alla base del ritardo dello sviluppo  dell&apos;e-commerce in questo settore &amp;egrave; il fatto che i prodotti tipici , a differenza ad esempio dei metalli (gi&amp;agrave; ampiamente scambiati sul Web), sono merci poco standardizzate e devono rispondere a specifiche esigenze quali particolari qualit&amp;agrave; o modalit&amp;agrave; di consegna. Inoltre, la cosa fondamentale nel commercio di materie agricole, &amp;egrave; la conoscenza tra le parti; si deve sapere tutto del fornitore per essere sicuri della qualit&amp;agrave; del prodotto, della puntualit&amp;agrave; delle consegne, del rispetto delle modalit&amp;agrave; contrattuali. Al riguardo alcuni analisti del settore  hanno ricordato che negli ultimi anni il rischio legato a questi elementi &amp;egrave; aumentato; quindi nonostante i grandi cambiamenti in atto il vecchio adagio &quot;conosci il tuo cliente&quot; continua ad assumere un&apos;importanza elevata.Inoltre in un&apos;ottica di sviluppo locale, la commercializzazione elettronica dei prodotti tipici pu&amp;ograve; rappresentare lo strumento in pi&amp;ugrave; per lanciare e/o rilanciare le aree rurali attraverso la valorizzazione commerciale delle produzioni agroalimentari tipiche presenti in un determinato territorio.L&apos;utilizzo della rete internet finalizzata alla commercializzazione dei prodotti consente infatti di allargare il mercato a livello mondiale, ma soprattutto, permette di fornire al consumatore elementi di conoscenza pi&amp;ugrave; approfonditi su ci&amp;ograve; che si appresta ad acquistare.Inoltre pu&amp;ograve; consentire a tutti i produttori, anche i pi&amp;ugrave; piccoli, di farsi conoscere dal mercato, incentivandoli quindi di conseguenza a migliorare continuamente il loro prodotto per rispondere alle sempre richieste dei consumatori in tema di qualit&amp;agrave; e di sicurezza dei prodotti agroalimentarti.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2004/01/09.html#a1369</guid>			<pubDate>Fri, 09 Jan 2004 09:06:05 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;Come si costruisce un pacchetto turistico che valorizzi i prodotti tipici di un territorio.&lt;/H4&gt;La combinazione di vari aspetti definisce l&apos;itinerario da scegliere e le caratteristiche che si vogliono privilegiare cercando di diversificare il pi&amp;ugrave; possibile le offerte per soddisfare un&apos;ampia gamma di clienti e rendere un servizio efficace e completo.La valorizzazione dei prodotti tipici rappresenta un&apos;occasione importante per la realizzazione di pacchetti turistici. Essi rappresentano un patrimonio culturale di grande interesse.Le caratteristiche principali degli itinerari dovranno tenere presente:&lt;ul&gt;			&lt;li&gt; Il tempo di percorrenza&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Il men&amp;ugrave;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; I prodotti utilizzati&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Le caratteristiche storiche e architettoniche dei locali&lt;/li&gt;&lt;li&gt; I luoghi attraversati&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Il paesaggio&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Le esigenze dei clienti&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Il tipo di accoglienza e il servizio&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Il costo&lt;/li&gt;&lt;li&gt; L&apos;abbinamento fra le diverse opportunit&amp;agrave;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt; Occorre in primo luogo conoscere il patrimonio esistente sul territorio e stabilire la sua fruibilit&amp;agrave;. Definito il target  si costruisce il pacchetto trovando un giusto equilibrio tra le principali caratteristiche individuate. I punti qualificanti definiscono delle priorit&amp;agrave; che costituiscono i riferimenti sui quali si realizza il pacchetto turistico: nel nostro caso i prodotti tipici. Il territorio &amp;egrave; l&apos;ambito nel quale si sviluppano e si realizzano i percorsi che valorizzano non solo i prodotti tipici ma anche la storia, la cultura e il paesaggio dove essi si situano.Ogni pacchetto turistico imposter&amp;agrave; le visite guidate ai luoghi di produzione e di lavorazione dei prodotti dando particolare rilievo alla degustazione. Non possono mancare gli appuntamenti con la cucina con men&amp;ugrave; che diano risalto ai gusti e ai sapori della tradizione con l&apos;utilizzo dei prodotti tipici. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2003/12/19.html#a1330</guid>			<pubDate>Fri, 19 Dec 2003 09:10:14 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;Agriturismo e prodotti tipici.&lt;/H4&gt;Nel corso degli ultimi decenni, le aree rurali sono state interessate da una serie di profonde trasformazioni che hanno provocato una modifica sostanziale della loro tradizionale struttura economico/sociale. Le zone rurali hanno acquistato infatti una sempre maggiore importanza in termini di caratterizzazione dell&amp;#8217;ambiente e del paesaggio, dovuta in primo luogo al mutamento degli stili si vita e di consumo.A caratterizzare lo spazio rurale concorrono infatti sempre pi&amp;ugrave; attivit&amp;agrave; economiche quali il turismo, il commercio, l&amp;#8217;artigianato, i servizi alle imprese ed alle persone.L&amp;#8217;aumento della domanda di benessere fisico ha avuto come diretta conseguenza quella di un deciso aumento della ricerca e richiesta di prodotti alimentari sani ed incontaminati a cui a fatto seguito la riscoperta e la valorizzazione dei beni ambientali.In numerose aree rurali la valorizzazione del turismo rurale, dell&amp;#8217;agriturismo e dei prodotti agroalimentari locali, hanno senza dubbio concorso ad accrescere la consapevolezza delle opportunit&amp;agrave; di sviluppo offerte grazie ad un uso sostenibile ed integrato di tutte le risorse locali. Sebbene i  consumatori siano sempre pi&amp;ugrave; attratti da prodotti particolari, con marcate caratteristiche territoriali non &amp;egrave; per&amp;ograve; sempre facile assicurare loro un&amp;#8217;adeguata e sufficiente reperibilit&amp;agrave; di questi prodotti presso la ristorazione locale. Ci&amp;ograve; implica quindi la necessit&amp;agrave; di promuovere un maggiore e pi&amp;ugrave; efficace alleanza, a livello locale, fra produttori e fruitori. Oltre a sostenere azioni per la tutela e la difesa della originalit&amp;agrave; dei prodotti, occorre implementare soluzioni in grado di promuovere e di potenziare la promozione di canali specializzati per la sensibilizzazione dei consumatori, la corretta utilizzazione gastronomica dei prodotti tradizionali e soprattutto la promozione e la diffusione dell&amp;#8217;acquisto diretto dei prodotti locali presso le stesse aziende agricole.Alcuni studi hanno infatti dimostrato che il mercato alimentare europeo potrebbe avvantaggiarsi da una sua maggiore caratterizzazione e dalla crescita della cultura gastronomica. Attraverso l&amp;#8217;acquisto dei prodotti tipici direttamente presso l&amp;#8217;azienda agricole, il consumatore pu&amp;ograve; riscoprire nell&amp;#8217;alimentazione tradizionale le radici del proprio territorio e scoprire allo stesso tempo le ricchezze del luogo in cui si trova.La vendita diretta  dei prodotti locali da parte delle aziende agricole e/o agrituristiche per essere efficace  dovrebbe per&amp;ograve; prevedere azione promozionali a livello collettivo per favorire una maggiore sensibilizzazione e presa di coscienza da parte dei consumatori. </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2003/12/05.html#a1295</guid>			<pubDate>Fri, 05 Dec 2003 10:52:32 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;La certificazione di qualit&amp;agrave; turistica del territorio.&lt;/H4&gt;Nell&apos;ambito delle politiche per la qualificazione del territorio, la possibilit&amp;agrave; di poter usufruire di un marchio di qualit&amp;agrave; turistico - ambientale costituisce senza dubbio un fattore di forte attrattiva per il turista, ma non solo, che intende visitare e fruire di un determinato territorio.La qualificazione qualitativa di un particolare ambito territoriale dipende dalla capacit&amp;agrave; e dalla volont&amp;agrave; dei soggetti che lo vivono e lo gestiscono di valorizzarne il patrimonio culturale, di tutelarne l&apos;ambiente, di promuoverne la cultura dell&apos;ospitalit&amp;agrave;, di garantirne l&apos;accesso la fruibilit&amp;agrave; delle risorse, nonch&amp;eacute; la qualit&amp;agrave; della ricettivit&amp;agrave;, della ristorazione e dei prodotti tipici.La possibilit&amp;agrave; per un territorio di fregiarsi di un marchio che ne certifichi la qualit&amp;agrave;, consente alle localit&amp;agrave; &quot;minori&quot;, di proporre un&apos;offerta aggiuntiva a quella dei sistemi turistici pi&amp;ugrave; sviluppati, contribuendo cos&amp;igrave; alla creazione di un prodotto integrato, nonch&amp;eacute; alla differenziazione nel mercato ed alla ridistribuzione dei flussi turistici.Gli strumenti attraverso cui un territorio pu&amp;ograve; usufruire di un marchio che ne certifichi la propria qualit&amp;agrave;, sotto l&apos;aspetto turistico sono:&lt;dl&gt; &lt;dt&gt; &lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt; valorizzare le proprie risorse locali;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; sviluppare la cultura dell&apos;accoglienza;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; stimolare il proprio artigianato e le proprie produzioni tipiche;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; dare maggior impulso all&apos;imprenditorialit&amp;agrave; locale;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; rafforzare la propria identit&amp;agrave; locale.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;/dt&gt; &lt;/dl&gt;Possibili aree di analisi per il rilascio di un marchio di qualit&amp;agrave;:&lt;dl&gt; &lt;dd&gt; &lt;ol&gt;&lt;li&gt; Accoglienza: verifica della presenza e della completezza dei servizi di informazione turistica, e della segnaletica, nonch&amp;eacute; del grado di accessibilit&amp;agrave; della localit&amp;agrave;, della frequenza dei mezzi di trasporto e delle possibilit&amp;agrave; di mobilit&amp;agrave; interna;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Ricettivit&amp;agrave; e servizi: verifica della presenza e del livello dell&apos;offerta ricettiva sia nelle forme tradizionali (alberghi , campeggi, ostelli) sia in quelle pi&amp;ugrave; moderne (bed&amp;breakfast, agriturismi);&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Fattori di attrazione turistica fra cui: attrattivit&amp;agrave; ambientale, attrattivit&amp;agrave; socioculturale, attrattivit&amp;agrave; sociale. Occorre individuare i vari attori storico/culturali, le diverse risorse ambientali e l&apos;offerta di eventi legati alla tradizione locale:&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Qualit&amp;agrave; ambientale: occorre verificare le azioni che sul territorio sono state intraprese nelle ambito della gestione ambientale, tra cui: la cura del verde, lo smaltimento dei rifiuti e le campagne di sensibilizzazione ambientale;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Valutazione qualitativa fra cui: arredo urbano, ospitalit&amp;agrave; e cordialit&amp;agrave;, atmosfera e tradizioni e offerta enogastronomia.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt; &lt;/dd&gt; &lt;/dl&gt;</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2003/11/26.html#a1260</guid>			<pubDate>Wed, 26 Nov 2003 10:42:41 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>Promozione del territorio attraverso i prodotti locali</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;La conferenza ministeriale di Cancun.&lt;/H4&gt;Nei giorni compresi fra il 10 ed il 14 settembre scorso, si &amp;egrave; svolta  a Cuncun in Messico la Quinta Conferenza Ministeriale sul commercio. Alla vigilia le attese erano numerose, in quanto la riunione avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti fondamentale all&amp;#8217;interno dell&amp;#8217;Agenda di Sviluppo di Doha (Doha Development Agenda).Il Doha Development Agenda, lanciato nel 2001 a conclusione dei lavori della Conferenza di Doha, ha infatti  come obiettivo principale quello di  promuovere  la crescita dei paesi in via di sviluppo favorendone una maggiore integrazione all&amp;#8217;interno del sistema del commercio mondiale.Le principali questioni all&amp;#8217;ordine del giorno su cui si &amp;egrave; cercato di raggiungere un accordo comune  all&amp;#8217;interno dei negoziati di Cancun erano:&lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt; L&amp;#8217;agricoltura. L&amp;#8217;obiettivo che l&amp;#8217;Unione Europea si era prefissa di raggiungere era di trovare un giusto equilibrio fra la necessit&amp;agrave; di una maggiore apertura dei mercati alle esportazioni dei paesi cosiddetti emergenti  e la continuit&amp;agrave; e sostenibilit&amp;agrave; del modello agricolo europeo;&lt;/li&gt;&lt;li&gt; Le facilitazioni al commercio. L&amp;#8217;obiettivo dell&amp;#8217;Unione Europea in questo settore era di apportare un&amp;#8217;ulteriore riduzione delle tariffe e delle quote di importazione.&lt;/li&gt;&lt;li&gt; I servizi. &lt;/li&gt;&lt;li&gt; I medicinali.&lt;/li&gt;&lt;li&gt; L&amp;#8217;ambiente ed in particolare l&amp;#8217;impatto che su di esso possono avere i commerci; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; Le indicazioni geografiche come strumento di protezione e di salvaguardia delle produzioni agroalimentari di qualit&amp;agrave; europee.&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Nonostante le questioni all&amp;#8217;ordine del giorno fossero di primaria importanza per rilanciare in maniera sostenibile e paritaria i commerci a livello mondiale, favorendo la posizione ed il ruolo di paesi in via di sviluppo, i negoziati per raggiungere un accordo comune sono falliti.Le  questioni sulle quali si sono arenate le trattative non sono state, come ci si aspettava, quelle relative ai negoziati agricoli, da tutti indicati come il punto pi&amp;ugrave; delicato del vertice ministeriale, ma i cosiddetti &amp;#8220;temi di Singapore&amp;#8221, vale a dire gli investimenti, la concorrenza, la trasparenza degli appalti e le facilitazioni al commercio.Il documento di compromesso, che era stato in un primo tempo licenziato dai negoziatori, non era  gradito ne all&amp;#8217;Unione Europea ne agli Stati Unite, ne tantomeno al cosiddetto &amp;#8220;gruppo dei G-21&amp;#8221, che riunisce alcuni tra i maggiori paesi emergenti, tra cui Cina, Brasile e India. Per quanto riguarda i sostegni all&amp;#8217;esportazione dei prodotti agricoli, nel documento veniva infatti chiesta la completa eliminazione di tali forme di sostegno; a tale richieste l&amp;#8217;UE aveva  risposto abbastanza positivamente, dichiarandosi disponibile ad accettare la cancellazione dei sussidi, come detto, per alcuni prodotti di particolare interesse per i paesi di via di sviluppo, ma non ad azzerarli completamente.</description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2003/11/17.html#a1227</guid>			<pubDate>Mon, 17 Nov 2003 12:58:17 GMT</pubDate>			</item>		<item>			<title>promozione del territorio attraverso i prodotti tipici</title>			<description>&lt;font class=&quot;small&quot; size=&quot;-1&quot; color=&quot;gray&quot;&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/font&gt;&lt;H4&gt;Prodotti tipici e commercializzazione&lt;/H4&gt;La valorizzazione del prodotto tipico, realizzato con metodi tradizionali ha da sempre riguardato  le zone montane e gli operatori locali hanno  adottato una politica della &amp;#8220;qualit&amp;agrave; come valore aggiunto&amp;#8221.Ancora pochi decenni fa  era di moda considerare la valorizzazione dei prodotti locali come una risorsa naturale per le zone svantaggiate dell&amp;#8217;Europa, ma parlare di politiche collettive o di professionalit&amp;agrave; aziendale in quel settore era decisamente azzardato. In termini di politica commerciale l&amp;#8217;unico canale possibile sembrava essere infatti  la vendita diretta locale.Tuttavia, nel corso di questi ultimi anni la storia ha subito cambiamenti repentini sotto l&amp;#8217;effetto duplice dell&amp;#8217;espansione della domanda e dei rapidi mutamenti nella produzione agricola. Il consumatore ha dimostrato un interesse sempre crescente nei confronti dei prodotti legati ad un determinato territorio, differenziati dalla qualit&amp;agrave;, dalla tenuit&amp;agrave; e dal gusto.Questo fenomeno costituisce per il consumatore cittadino una compensazione rispetto allo stress della vita moderna, una risposta all&amp;#8217;omologazione degli stili di vita e delle abitudini alimentari, nonch&amp;eacute; ai problemi ambientali. Il ripetersi di incidenti legati in particolare a pratiche incontrollate nell&amp;#8217;alimentazione animale ha rafforzato e accelerato il bisogno di sicurezza del consumatore, che esige ormai maggiore trasparenza in termini di provenienza e di tracciabilit&amp;agrave; dei prodotti consumati.Contemporaneamente, l&amp;#8217;agricoltura ha subito cambiamenti radicali in un breve spazio di tempo, quali:&lt;ul&gt;&lt;li&gt; crollo dei prezzi dei prodotti di largo consumo; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; aumento della dipendenza dagli aiuti compensativi versati al settore agricolo, il cui importo &amp;egrave; destinato a diminuire progressivamente nel corso del tempo; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; diminuzione inarrestabile dell&amp;#8217;occupazione; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; riduzione del numero di aziende agricole.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;Sono cos&amp;igrave; emersi i vantaggi della triade costituita da identit&amp;agrave; territoriale / razza o variet&amp;agrave; locale / risorsa umana e know-how. In altre parole, &amp;egrave; emersa la consapevolezza del patrimonio esistente, sono state rigenerate alcune razze animali o variet&amp;agrave; vegetali quasi scomparse e si &amp;egrave; deciso di valorizzare tali risorse a vantaggio della qualit&amp;agrave; della vita.In Francia, ad esempio, si &amp;egrave;  potuto appurare che:&lt;ol type=&quot;a&quot;&gt;&lt;li&gt;il valore di un litro di latte pu&amp;ograve; raddoppiare o quadruplicare qualora la materia prima venga lavorata per la produzione di un formaggio di fattoria; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; la carne suina &amp;#8220;nostrana&amp;#8221 trasformata vale 6,40 EUR per kg di carcassa, contro 0,80 EUR per il suino di batteria; &lt;/li&gt;&lt;li&gt; alcune situazioni e produzioni diversificate sono in grado di generare un posto di lavoro ogni 10 ettari in zona svantaggiata, mentre lo standard scende a meno di un&amp;#8217;unit&amp;agrave; ogni 150 ettari nel caso di colture intensive nelle vicine pianure irrigue. &lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;Le politiche basate sulla &amp;#8220;valorizzazione locale&amp;#8221, ritenute marginali e poco credibili fino a poco tempo fa, si stanno trasformando in scelte strategiche per cospicue porzioni di territorio in numerose regioni europee. Ma ci&amp;ograve; oggi pu&amp;ograve; anche  non bastare, poich&amp;eacute; se &amp;egrave; vero che fino ad oggi era possibile accontentarsi di piccole soluzioni individuali per alimentare un mercato di nicchia, le cose stanno cambiando radicalmente. Le numerose inchieste realizzate sul consumo di prodotti tipici e artigianali o sul consumo potenziale di prodotti biologici indicano infatti che la quota di mercato raggiungibile &amp;egrave; ormai del 30%. Pertanto, la gamma della produzioni diversificate non riguarda pi&amp;ugrave; soltanto una nicchia ma un vero e proprio segmento di mercato a sua volta segmentato.Questo non deve per&amp;ograve; escludere e/o ridurre l&amp;#8217;importanza  della vendita diretta, i cosiddetti &amp;#8220;circuiti brevi&amp;#8221, che permettono al consumatore cittadino di soddisfare il proprio desiderio di conoscere il produttore. Ecco perch&amp;eacute; la vendita di prodotti presso l&amp;#8217;azienda agricola, nei mercati di paese o nei punti vendita consortili concepiti per la commercializzazione di prodotti tipici stanno dimostrando tutto il loro potenziale.&lt;p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt;Venerd&amp;igrave;, 24 Ottobre 2003&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;I&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/I&gt;&lt;H4&gt;Il Club di prodotto&lt;/H4&gt;La creazione di un CLUB di PRODOTTO tra operatori &amp;egrave; una delle modalit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; innovative ed efficaci per qualificare l&apos;offerta turistica sotto il profilo sia dei servizi sia della promozione e della comunicazione di un territorio.Questa formula permette di creare i presupposti per la competitivit&amp;agrave; turistica di un territorio, in quanto basata sulla sull&apos;aggregazione e coordinamento tra gli operatori.L&apos;aggregazione e il coordinamento tra gli operatori costituisce, infatti, uno dei punti di partenza per assicurare ad un determinato territorio una diversificazione e qualificazione dell&apos;offerta turistica: il prodotto turistico,concepito in una logica di filiera integrata, non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; solamente un &quot;oggetto&quot;, ma &amp;egrave; l&apos;interazione di diverse risorse.Obiettivo del CLUB di PRODOTTO &amp;egrave; la creazione di un &quot;sistema integrato&quot; finalizzato alla commercializzazione di prodotti turistici del territorio. Si tratta, generalmente, di associazioni con partecipazione pubblica e privata che mirano a promuovere all&apos;esterno e all&apos;interno del territorio di riferimento un determinato prodotto turistico. In Emilia-Romagna, per esempio, sono club di prodotto &quot;Reggio Tricolore&quot;, &quot;B&amp;B Bassa Emilia-Romagna, &quot;Castella&quot;(club di castelli e rocche dell&apos;Emilia-Romagna&quot;, etc...&quot;Reggio Tricolore&quot; &amp;egrave; un consorzio finalizzato alla promozione del prodotto &quot;Reggio Emilia&quot; attraverso proposte turistiche individuali e per gruppi incentrate su un offerta selezionata di ristoranti, trattorie, alberghi, visite guidate, escursioni lungo il Po, salumifici, caseifici, abetaie con la possibilit&amp;agrave; di acquistare prodotti tipici in loco.Interessante &amp;egrave; la proposta del club &quot;B&amp;B Bassa Emilia Romagna&quot;, che propone al turista colazioni rispondenti alle tradizioni del luogo.In un&apos;ottica di filiera turistica integrata la Regione Emilia Romagna con la L.R. n.7/1998 &quot;Organizzazione Turistica regionale-interventi per la commercializzazione e promozione turistica&quot; privilegia il processo di aggregazione di soggetti pubblici e privati per implementare lo sviluppo di un&apos;economia turistica regionale, rafforzare e integrare i prodotti turistici e, infine, ottimizzare e incrementare le risorse disponibili. Strumento di questo approccio sono le  &quot;Unioni di prodotto&quot;, ossia aggregazioni di prodotto di interesse regionale costituite da soggetti istituzionali ed economici che operano sul mercato, quali enti locali, camere di commercio, societ&amp;agrave; e organismi operativi locali e regionali, &quot;club di prodotto&quot;,cooperative, imprese turistiche e societ&amp;agrave; d&apos;area.Queste &quot;Unioni di prodotto&quot; sono nate in corrispondenza di alcuni comparti individuati com prioritari per lo sviluppo turistico e la valorizzazione del territorio: &quot;Citt&amp;agrave; d&apos;arte, cultura e affari&quot;, &quot;Appennino&quot;, &quot;Terme e benessere&quot; e &quot;Mare e costa adriatica&quot;.Questa nova formula di promozione e valorizzazione del territorio nasce dalla constatazione che negli ultimi anni si sta affermando un nuovo modo di approccio al territorio e alle sue risorse: il turista tende a rifuggire la massa e ricerca zone di nicchia, cerca itinerari enogastronomici, antichi laboratori artigianali, il patrimonio naturale e culturale di una determinata area. Inoltre apprezza itinerari e proposte di itinerari che permettano di cogliere e capire la complessit&amp;agrave; del territorio in cui si trova e manifesta la volont&amp;agrave; di essere inserito in &quot;circuiti turistici&quot; che lo conducano in terre vicine e legate le une alle altre dalla storia e dalla tradizione.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;b&gt;Venerd&amp;igrave;, 17 Ottobre 2003&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&lt;p&gt;&lt;I&gt;a cura di Concetta Pugliese&lt;/I&gt;&lt;H4&gt;Prodotti tipici e ambiente: un binomio positivo.&lt;/H4&gt;Il legame prodotti tipici e ambiente, inteso come sua tutela e valorizzazione, costituisce in un certo senso una &amp;#8220;novit&amp;agrave;&amp;#8221 di questi ultimi anni, secondo quanto riportato da Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, in occasione della pubblicazione dell&amp;#8217;&amp;#8221Atlante dei prodotti tipici&amp;#8221.Se in passato il mondo dell&amp;#8217;ambientalismo e quello dell&amp;#8217;enogastromonia hanno assunto nell&amp;#8217;approccio al territorio due punti di vista diversi, oggi, invece, trovano un terreno comune nell&amp;#8217;agricoltura. La riscoperta di un&amp;#8217;agricoltura di qualit&amp;agrave; di tipo biologico legata al territorio e sostenibile costituisce una risorsa e una forma di tutela per il territorio in quanto contribuisce a limitare il fenomeno dello spopolamento e il conseguente abbandono dei luoghi. Il binomio prodotti tipici- ambiente si realizza in modo evidente all&amp;#8217;interno delle aree protette, che si caratterizzano storicamente per il rapporto tra natura e attivit&amp;agrave; umane. Le aree protette (con l&amp;#8217;eccezione di alcune zone di tutela assoluta) non sono completamente estranee alla presenza dell&amp;#8217;uomo, ma quest&amp;#8217;ultima costituisce una componente fondamentale che connota l&amp;#8217;area protetta in quanto tale: al suo interno si sviluppano modalit&amp;agrave; d&amp;#8217;uso del territorio  e produttive legate alla tradizione nel rispetto dell&amp;#8217;ambiente, quali l&amp;#8217;artigianato e l&amp;#8217;agricoltura. I parchi riproducono in miniatura la realt&amp;agrave;, in quanto al loro interno convivono  attivit&amp;agrave; legate all&amp;#8217;artigianato e all&amp;#8217;agricoltura e patrimonio naturale e culturale. Questa convivenza potrebbe divenire un modello da trasferire al di fuori dei confini delle aree protette incentivando gli stessi produttori a scommettere su un tipo si approccio al territorio che coniughi sviluppo e tradizione, enogastronomia e tutela dell&amp;#8217;ambiente e dei beni culturali.Il modello di sviluppo sostenibile da un punto di vista ambientale, economico, sociale e culturale rappresentato dai parchi risponde anche alle aspettative di un nuovo tipo di turismo che privilegia itinerari che conducono alla scoperta di luoghi e dei loro significati pi&amp;ugrave; nascosti. All&amp;#8217;interno di un parco si incontrano itinerari, paesaggio e cultura materiale: questo mix permette al turista di calarsi in una realt&amp;agrave; che &amp;egrave; s&amp;igrave; quella attuale, ma che proprio in virt&amp;ugrave; degli elementi che la caratterizzano, riflette un passato che rivive nel presente. In quest&amp;#8217;ottica &amp;egrave; importante che alla tutela e conservazione del territorio si associ la sua valorizzazione. Poich&amp;eacute; il territorio &amp;egrave; frutto della sedimentazione della storia &amp;egrave; importante che si cerchi di valorizzare tutti quegli elementi che ne costituiscono la matrice culturale. Riguardo ai prodotti tipici &amp;egrave; importante, per esempio, recuperare case coloniche, frantoi, laboratori artigianali, acetaie, etc... </description>			<guid>http://www.uncem.net/categories/promozioneDelTerritorioAttraver/2003/11/07.html#a1189</guid>			<pubDate>Fri, 07 Nov 2003 09:59:38 GMT</pubDate>			</item>		</channel>	</rss>