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Martedì, 1 giugno 2004

U.E. i finanziamenti  
10:54:03 AM a cura di Corrado Volpini

Il programma “Leonardo”

“Leonardo da Vinci” è uno speciale programma d’azione comunitario a favore della formazione professionale.

Il programma “Leonardo” è finalizzato a rafforzare le attitudini e le competenze di coloro, soprattutto dei giovani, che seguono una prima formazione professionale; migliorare la qualità della formazione professionale permanente; promuovere e rafforzare il contributo della formazione professionale al processo d'innovazione, allo scopo di migliorare la competitività e lo spirito imprenditoriale.

Il programma “Leonardo”,che ha valenza fino al 31 dicembre 2006, prevede misure di incentivo a favore della mobilità, per consentire ai beneficiari di seguire una formazione o effettuare un tirocinio all'estero, di progetti pilota intesi a sviluppare l’innovazione e la qualità, la promozione delle competenze linguistiche ed il sostegno a reti transnazionali che facilitino lo scambio di esperienze e delle buone prassi.

L’entità del contributo comunitario prevede la concessione di borse per la mobilità con un importo massimo di 5.000 EUR per ciascun beneficiario; per i progetti pilota è prevista invece la concessione di un importo massimo di 200.000 EUR all'anno ed un’ aliquota non superiore al 75% del costo del progetto.

Per le attività connesse alle competenze linguistiche è invece previsto un importo massimo di 200.000 EUR all'anno e aliquota non superiore al 75% delle spese ammissibili. Infine per le reti transnazionali l’importo massimo previsto è di 150.000 EUR all'anno con un’ aliquota non superiore al 50% delle spese ammissibili.

Il programma di azione “Leonardo da Vinci”, è aperto a tutte le istituzioni e organismi pubblici e/o privati, incluse le imprese, che intervengono in azioni di formazione professionale.

I paesi che possono partecipare alle attività del programma “Leonardo” sono: i 15 Stati membri, i paesi EFTA/SEE (Islanda, Liechtenstein, Norvegia), i paesi associati dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria), Cipro, Malta e, nel prossimo futuro, Turchia.   


Martedì, 25 maggio 2004

U.E. i finanziamenti  
8:44:28 AM a cura di Corrado Volpini

Il programma “ATLAS”

Attraverso il programma “ATLAS”, l’Unione Europea è si è prefissata l’obiettivo di facilitare e promuovere la cooperazione economica tra l'Europa e l'America latina attraverso le Camere di commercio e dell'industria e rafforzare la posizione delle Camere nella società civile.

“ATLAS” prevede come tipologie di azione per il conseguimento degli obiettivi di cui sopra, la possibilità di:

  • Organizzare il trasferimento di competenze e di buone pratiche tra le Camere di commercio dell'UE e dell'America latina, migliorando la comprensione dei rispettivi sistemi di rappresentazione delle imprese;
  • Diffondere tra le Camere di commercio europee una maggiore consapevolezza del potenziale economico esistente in America latina e tra quelle dell'America latina del potenziale rappresentato dall'Europa;
  • Sostenere i partenariati sostenibili (o gemellaggi) tra le Camere di commercio dell'UE e dell'America latina;
  • Sviluppare una rete informale ma efficiente tra le Camere di commercio dell'UE e dell'America latina per agevolare e promuovere la cooperazione tra queste due regioni.

“ATALS” dispone inoltre di quattro strumenti principali di azione e precisamente:

  • Mercure ATLAS
  • Visite di studio ATLAS
  • Seminari di formazione ATLAS
  • Programma di partenariato tra Camere di commercio ATLAS

Possono partecipare al presente programma, che prevede una partecipazione finanziaria dell’Unione Europea pari al 75% dei costi ammissibili, le Camere di commercio e dell'industria e organismi collegati di tutti gli Stati membri dell'UE e di tutti i paesi dell'America latina.   


Martedì, 18 maggio 2004

U.E. i finanziamenti  
1:08:40 PM a cura di Corrado Volpini

Il programma partenariato UE per la pace.

L'obiettivo generale del programma Partenariato dell'UE per la pace è di contribuire a creare una solida base a livello di società civile per una pace giusta e duratura in Medio Oriente.
Il programma mira a promuovere una maggiore visibilità presso l'opinione pubblica e un maggior impegno negli sforzi a favore della pacificazione nella regione.
Esso dovrebbe rafforzare e accrescere le relazioni dirette e di cooperazione nell'ambito della società civile sulla base dell'uguaglianza e della reciprocità fra arabi e israeliani.
Verrà data priorità alle iniziative potenzialmente in grado di avere vasta risonanza presso ampi strati sia della società israeliana che della società araba al fine di approfondire la comprensione reciproca. Inoltre il programma mira ad ampliare la base del consenso al processo di pace in entrambe le società, giungendo fino a coloro che sono tradizionalmente ostili o indifferenti alla pacificazione nella regione.

Gli obiettivi specifici e i temi prioritari del programma Partenariato dell'UE per la pace sono i seguenti:

  1. Rafforzare le relazioni fra arabi e israeliani a livello di popolazione in ambiti funzionali quali cultura, istruzione, mezzi d'informazione, ricerca e attività commerciale.
  2. Creare canali di comunicazione informali intesi a favorire i negoziati politici di pace, ad esempio mediante contatti a livello informale. Un obiettivo specifico del programma è rappresentato da attività volte a indagare le opinioni dei cittadini arabi e israeliani in merito ai problemi inerenti alle questioni relative all'assetto definitivo della regione.
  3. Sostenere nei rispettivi paesi iniziative della società civile che contribuiscano a creare una consapevolezza pubblica dei vantaggi della pace e a preparare l'opinione pubblica alla pacificazione.

I proponenti che intendono beneficiare dei finanziamenti previsti dal presente programma devono:

  • essere organizzazioni senza fini di lucro, ad eccezione delle organizzazioni operanti nel campo dei mezzi di comunicazione che possono presentare domanda di sovvenzione pur essendo a fini di lucro;
  • essere organizzazioni non governative, ivi incluse le istituzioni universitarie, le fondazioni o associazioni di beneficenza, operanti a titolo individuale o in consorzio con altri enti ammissibili (in questo caso, il capofila del raggruppamento fungerà da proponente e rappresenterà il raggruppamento);
  • avere sede in uno Stato membro dell'Unione europea oppure in un paese beneficiario indicato nella linea di bilancio nell'ambito della quale viene concesso il finanziamento;
  • essere direttamente responsabili della preparazione, gestione e attuazione del progetto proposto, e non agire in qualità di intermediari;
  • non trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • in stato di fallimento, liquidazione o sospensione dei pagamenti, né oggetto di un procedimento legale che possa condurre a tale situazione;
  • essere stati condannati, con sentenza passata in giudicato, per un reato relativo alla condotta professionale;
  • essersi resi colpevoli di gravi inesattezze nel fornire le informazioni richieste per la partecipazione a qualunque contratto finanziato dalla Comunità europea;
  • essere stati contraenti di un altro contratto finanziato dalla Comunità europea e rescisso dalla Commissione per inadempienza contrattuale.

I proponenti devono inoltre:

  • disporre stabilmente di risorse finanziarie sufficienti a garantire la continuità della propria organizzazione per l'intera durata del progetto e, se necessario, a contribuire al finanziamento;
  • disporre dell'esperienza necessaria e della capacità documentata di gestire attività su vasta scala, commisurate alla dimensione del progetto per il quale viene richiesto il finanziamento
  

Martedì, 11 maggio 2004

U.E. i finanziamenti  
9:16:44 AM a cura di Corrado Volpini

Il programma “Gioventù”

Attraverso il programma di azione comunitario “Gioventù” l’Unione Europea si è prefissata i seguenti obiettivi:

  1. offrire ai giovani opportunità di mobilità e partecipazione attiva alla costruzione dell'Europa del terzo millennio;
  2. creare un ambito di cooperazione nell'elaborazione della politica per la gioventù, basata sull'educazione informale;
  3. incoraggiare il concetto di apprendimento lungo tutto il corso della vita e lo sviluppo di abilità e competenze che stimolano un coinvolgimento attivo;
  4. facilitare l'integrazione dei giovani nella società, aiutarli ad acquisire abilità e conoscenze, con un coinvolgimento attivo nella costruzione europea
  5. incoraggiare lo spirito di iniziativa e imprenditoriale e favorire l'eliminazione di tutte le forme di discriminazione mediante la promozione dell'uguaglianza, di una migliore comprensione della diversità nell'ambito della cultura e del patrimonio europei comuni, nonché dei nostri valori fondamentali comuni.

Le tipologie di azione previste dal presente programma sono le seguenti:

  • Azione 1 Gioventù per l'Europa - sostiene scambi brevi di gruppi di giovani di età compresa fra i 15 e i 25 anni;
  • Azione 2 Servizio volontario europeo - sostiene il servizio volontario prestato individualmente da giovani di età compresa fra i 18 e i 25 anni;
  • Azione 3 Iniziative a favore dei giovani - sostiene iniziative guidate da giovani;
  • Azione 4 Azioni comuni - offre l'opportunità di elaborare progetti connessi ad altri programmi di azione comunitari;
  • Azione 5 Misure di accompagnamento - si tratta di una serie di misure di accompagnamento per sviluppare nuovi progetti GIOVENT e migliorarne la qualità.

Il programma di azione “Gioventù”, con termine il 31 dicembre 2006, ha una dotazione finanziaria di 520 milioni di euro.

Sono ammesse a beneficiare del presente programma i gruppi di giovani, organizzazioni o associazioni non governative senza scopo di lucro, enti pubblici e altri esperti nel campo della gioventù e dell'educazione informale provenienti dai 15 Stati membri, i paesi EFTA-SEE (Islanda, Norvegia, Lichtenstein), i paesi associati dell'Europa centrale e orientale (Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia), Cipro, Malta e prossimamente la Turchia.

Il programma è destinato essenzialmente ai giovani di età compresa fra i 15 e i 25 anni, anche se l'azione 2 (Servizio volontario europeo) si rivolge a quelli di età compresa fra i 18 e i 25 anni.   


Venerdì, 30 aprile 2004

U.E. i finanziamenti  
9:09:21 AM a cura di Corrado Volpini

Lo sportello MET per l’avviamento delle imprese.

Lo sportello MET a favore dell’avviamento delle imprese è uno strumento ideato dall’Unione Europea per favorire e sostenere la creazione e il finanziamento di PMI nella loro fase di avviamento investendo in fondi specializzati in capitale a rischio e sostenendo la creazione e lo sviluppo di incubatori di imprese.

Lo sportello MET è quindi finalizzato a:

  1. promuovere gli investimenti in fondi specializzati in capitale a rischio, in particolare fondi di dimensioni limitate o di recente istituzione, fondi regionali, fondi mirati a industrie e tecnologie specifiche e fondi che finanziano lo sfruttamento dei risultati delle attività di ricerca e sviluppo, ad esempio fondi collegati a centri di ricerca o istituti scientifici;
  2. sostenere la creazione e allo sviluppo di incubatori di imprese.

Questo sportello è gestito direttamente dal Fondo europeo per gli investimenti (FEI) su base fiduciaria, il quale è inoltre responsabile della selezione, della creazione e della gestione degli investimenti in fondi in capitale a rischio.

Lo sportello MET dispone per il periodo compreso fra il 2001 ed il 2005 di uno stanziamento finanziario pari a 91,5 milioni di euro, fondo che rientrano all’interno del programma pluriennale a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità.

Possono usufruire dei fondi messi a disposizione dallo sportello MET i fondi in capitale a rischio nell'UE, così come definiti dalla decisione del Consiglio 98/347/CE e decisione del Consiglio 2000/819/CE e in altri paesi che soddisfano le condizioni per la partecipazione e gli incubatori di impresa localizzati nell'UE e in altri paesi che soddisfano le condizioni per la partecipazione cosi come stabilito dalla decisione del Consiglio 2000/819/CE.   


Venerdì, 23 aprile 2004

U.E. i finanziamenti  
9:14:44 AM a cura di Corrado Volpini

Le azioni a sostegno dell’integrazione delle questioni di genere nella cooperazione allo sviluppo.

Con questo programma l’Unione Europea si è prefissata i seguenti obiettivi:

  1. sostenere l'integrazione delle questioni di genere in tutti i settori della cooperazione allo sviluppo, tenendo particolarmente conto dello status giuridico e della situazione reale di donne e uomini, delle loro esigenze e del loro contributo alla società e alla famiglia; sostenere l'adozione di un'impostazione attenta alle disparità tra uomini e donne nella concezione, nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche e delle azioni comunitarie di sviluppo su grande, media e piccola scala, nonché nella loro verifica e nella loro valutazione;
  2. sostenere e facilitare l'inserimento in tutti gli interventi della Comunità a favore dello sviluppo di azioni intese ad affrontare su scala sufficientemente vasta le disparità tra uomini e donne, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle risorse, ai servizi e la partecipazione ai processi decisionali nella vita politica, economica e sociale;
  3. tendere gradualmente, entro il 2003, ad una situazione di sostanziale aumento della percentuale di interventi comunitari che soddisfino i criteri OCSE/CAS per l'integrazione delle questioni di genere o di azioni positive;
  4. sviluppare e incoraggiare nei paesi in via di sviluppo capacità endogene pubbliche e private atte a promuovere e a farsi carico dell'integrazione delle questioni di genere nelle azioni di sviluppo.

Le azioni che varranno sostenute per conseguire gli obiettivi prefissati riguardano attività di:

  • assistenza e consulenza tecnica in materia di integrazione delle questioni di genere nelle azioni a favore dello sviluppo;
  • attività intese ad includere le implicazioni delle questioni di genere nelle analisi, nelle politiche, nelle strategie nazionali e nelle strategie settoriali;
  • programmi per sviluppare le capacità istituzionali e operative dei paesi in via di sviluppo nelle questioni di genere a livello nazionale, regionale e locale ed anche, per quanto riguarda l'azione legislativa ed amministrativa, nella parità di diritti per uomini e donne;
  • sostegno alla raccolta e alla diffusione dei dati disaggregati per sesso;
  • messa a punto di metodologie, orientamenti, manuali, procedure, indicatori e altri strumenti operativi intesi a migliorare l'integrazione delle questioni di genere nelle attività di sviluppo;
  • verifiche e valutazioni tematiche;
  • formazione e sensibilizzazione di coloro che hanno responsabilità decisionali nell'ambito della Commissione e nei paesi in via di sviluppo;
  • sostegno ai paesi in via di sviluppo per l'elaborazione, la verifica e il controllo dei piani nazionali intesi ad attuare le raccomandazioni contenute nella piattaforma d'azione della Conferenza di Pechino;
  • azioni nell'ambito del coordinamento con gli Stati membri in materia di integrazione delle questioni di genere nella cooperazione allo sviluppo

Possono essere beneficiari delle attività svolte nell'ambito del presente regolamento enti e organismi pubblici, amministrazioni decentrate, organismi regionali, università e centri di ricerca, comunità tradizionali e locali, sindacati, organizzazioni non governative, associazioni di pubblica utilità e associazioni di rappresentanza della popolazione locale, in particolare delle donne, nonché cooperative e istituti di credito agrario e artigiano.

Sarà data la precedenza alle strutture endogene che possono contribuire a sviluppare le capacità locali in relazione alle questioni di genere.

Lo stanziamento disponibile è di circa 2 milioni di €/anno.   


Venerdì, 16 aprile 2004

U.E. i finanziamenti  
11:00:58 AM a cura di Corrado Volpini

Il sostegno comunitario a favore delle politiche demografiche nei paesi in via di sviluppo.

Con il suo programma di aiuti a favore delle politiche e dei programmi demografici nei paesi in via di sviluppo, l’Unione Europea intende:

  • consentire alle donne, agli uomini e agli adolescenti di scegliere liberamente con cognizione di causa il numero di figli che desiderano e la distanza fra loro;
  • contribuire a creare un ambiente socioculturale, economico ed educativo, in particolare per le donne e gli adolescenti, favorevole al libero esercizio di tale scelta, segnatamente condannando ed eliminando qualsiasi forma di violenza, mutilazione e sevizia sessuale che incide sulla loro dignità e sulla loro salute;
  • aiutare a sviluppare o a riformare i sistemi sanitari per migliorare l'accessibilità e la qualità dell'assistenza alla salute riproduttiva per le donne e gli uomini, compresi gli adolescenti, e in tale modo ridurre notevolmente i rischi sanitari per le donne e i bambini.

Per il raggiungimento degli obiettivi di cui sopra, l’iniziativa della Commissione Europea prevede le seguenti tipologie di azioni:

  • sostegno alla creazione, allo sviluppo e ad una maggiore disponibilità dei servizi di assistenza alla salute riproduttiva, nell'ambito di politiche e programmi attuati dai governi, dagli organismi internazionali, dalle ONG e dal settore privato, rivolte segnatamente ai gruppi in cui tale problematica è più sentita, ad esempio gli adolescenti, le gestanti e altri gruppi definiti a livello locale;
  • sostegno all'elaborazione, all'applicazione o al finanziamento delle politiche che contribuiscono a migliorare la salute riproduttiva di donne e ragazze;
  • miglioramento dei servizi di assistenza alla salute riproduttiva, in termini di maternità senza rischi, assistenza perinatale, pianificazione familiare, prevenzione e cura delle malattie trasmissibili sessualmente, compreso l'Aids, per quanto riguarda infrastrutture, attrezzature, rifornimenti, formazione o ricerca;
  • sostegno alle campagne d'informazione, istruzione e sensibilizzazione intese a favorire una migliore salute riproduttiva e una presa di coscienza dei problemi demografici, compresi i vantaggi che l'accelerazione della transizione demografica possono offrire all'intera società;
  • politica e assistenza in materia di pianificazione familiare, compresa l'informazione su metodi di pianificazione familiare affidabili ed efficaci;
  • sviluppo delle comunità di base, del volontariato, delle ONG locali e della cooperazione Sud/Sud per l'attuazione dei programmi, nonché per lo scambio di esperienze e il sostegno delle reti di cooperazione fra partner.

Possono beneficiare degli aiuti previsti all’interno del presente programma (8 milioni di euro/anno) i partner della cooperazione ammessi al sostegno finanziario a titolo del regolamento citato sono: le organizzazioni regionali ed internazionali, le ONG locali e degli Stati membri, le amministrazioni e gli enti pubblici nazionali, provinciali e locali e le organizzazioni delle comunità locali, comprese le organizzazioni femminili, gli istituti e gli operatori pubblici o privati.   




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