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| U.E. le istituzioni e le politiche |
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10:12:20 AM
a cura di Corrado Volpini
I nuovi programmi Istruzione, MEDIA, Cultura e Gioventù.
La Commissione europea ha recentemente adottato ambiziose proposte relative alla nuova generazione di programmi nel settore dell'istruzione, della gioventù, della cultura e dell'audiovisivo destinati a sostituire gli attuali programmi nel periodo 2007-2013 e a contribuire al conseguimento dell'obiettivo di Lisbona, ossia fare dell'Europa l'economia della conoscenza più competitiva entro il 2010.
- Programma d'azione integrato relativo all'istruzione e alla formazione lungo tutto l'arco della vita:
Dotato di un bilancio di 13,6 miliardi di euro su un periodo di 7 anni, il nuovo programma offrirà all'Unione uno strumento che contribuirà a migliorare la qualità dei sistemi di istruzione e di formazione. Il programma sarà composto da quattro programmi settoriali incentrati sull'insegnamento scolastico (Comenius), sull'insegnamento superiore (Erasmus) sulla formazione professionale (Leonardo da Vinci) e sull'insegnamento per gli adulti (Grundtvig).
Sono stati definiti i seguenti obiettivi:
- partecipazione a Comenius di almeno un alunno su 20 nell’Unione europea;
- 3 milioni di studenti Erasmus dalla creazione del programma al 2011;
- 150 000 tirocini presso aziende ogni anno nell’ambito di Leonardo da Vinci entro il 2013;
- formazioni o mobilità per 25 000 adulti all’anno nel contesto di Grundtvig entro il 2013.
- Programma Gioventù in azione
Dotato di un bilancio di 915 milioni di euro, più semplice rispetto al precedente nel funzionamento e notevolmente decentralizzato, il programma sarà accessibile ai giovani di età compresa tra 13 e 30 anni provenienti dagli Stati membri e dai paesi terzi che rientrano nella politica di vicinato.
Con un bilancio proposto di oltre un miliardo di euro sul periodo 2007-2013, MEDIA 2007 (che riunirà i programmi MEDIA plus e MEDIA formazione) indica il forte impegno dell’Unione nel settore audiovisivo. Si conferma in tal modo il ruolo centrale di tale settore della formazione di un’identità europea condivisa.
L'azione comunitaria interverrà nelle fasi di preproduzione (sostenendo per esempio la formazione iniziale ai mestieri dell’audiovisivo o facilitando l’accesso ai finanziamenti delle PMI) e di postproduzione (sostegno alla distribuzione e alla promozione delle opere audiovisive).
Favorire la mobilità transnazionale degli artisti e delle opere e promuovere il dialogo interculturale completando le azioni degli Stati membri: sono questi i principali obiettivi del programma Cultura 2007, che sostituirà Cultura 2000.
A questo programma è stato assegnato un importo appena superiore a 400 milioni di euro.
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10:12:09 AM
a cura di Corrado Volpini
La nuova programmazione europea dello sviluppo rurale.
La Commissione Europea ha adottato la nuova proposta destinata a rafforzare la politica di sviluppo rurale dell’UE ed a semplificarne notevolmente le modalità di attuazione.
Facendosi portavoce delle esigenze espresse dai cittadini in materia di ambiente, sicurezza alimentare e qualità degli alimenti, la Commissione desidera che la politica di sviluppo rurale dell’UE svolga un ruolo più importante nell’ambito della nuova politica agricola comune (PAC) riformata.
La proposta aumenterà i finanziamenti UE portandoli ad un totale di 13,7 miliardi di € l’anno sul periodo 2007-2013. Istituendo un unico strumento di finanziamento e programmazione si renderanno molto più semplici la gestione e il controllo della nuova politica; ne risulteranno aumentate l’omogeneità, la trasparenza e la visibilità.
Gli Stati membri e le regioni disporranno di maggiore libertà in sede di attuazione dei programmi.
Le Principali caratteristiche della nuova politica di sviluppo rurale sono:
- Un unico strumento di finanziamento e di programmazione, il Fondo europeo di sviluppo rurale (FESER).
- Una vera strategia UE per lo sviluppo rurale, che punti più decisamente sui settori di intervento prioritario per l’UE.
- Potenziamento dei controlli, della valutazione e delle relazioni.
Il sistema di audit di verifica dei conti sarà generalizzato a tutti gli aspetti dello sviluppo rurale.
- Rafforzamento dell’impostazione di tipo ascendente (“bottom up").
Gli Stati membri, le regioni e i gruppi d’azione locale avranno maggiore voce in capitolo per quanto riguarda l’adeguamento dei programmi alle esigenze locali.
I tre obiettivi principali sono :
- Asse 1: Migliorare la competitività dell’agricoltura e della silvicoltura.
- Asse 2: Ambiente e gestione del territorio agricolo.
- Asse 3: Migliorare la qualità della vita e la diversificazione.
Per quanto riguarda invece la gestione dei nuovi programmi Leder la proposta della Commissione prevede che in ciascun programma debba figurare un elemento LEADER per l’attuazione delle strategie di sviluppo locale dei gruppi d’azione locale.
Un minimo pari al 7% del finanziamento nazionale del programma è riservato a LEADER; il 3% del finanziamento complessivo per il periodo sarà tenuto in riserva e assegnato nel 2012/2013 agli Stati membri che hanno ottenuto i migliori risultati.
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9:45:49 AM
a cura di Corrado Volpini
La nuova programmazione per il Fondo Sociale Europeo (FSE) e la politica sociale.
La Commissione Europea ha adottato nei giorni scorsi un pacchetto di proposte destinate a razionalizzare e a rendere più mirati i finanziamenti destinati alla politica sociale e occupazionale dell’UE.
Il nuovo Fondo sociale europeo (FSE) per il periodo 2007-2013 collegherà i finanziamenti alle politiche, al fine di favorire l’occupazione e rafforzare la coesione economica e sociale nel contesto della Strategia europea per l’occupazione (SEO).
Con meno ostacoli burocratici, norme più semplici e una maggiore decentralizzazione verso gli Stati membri, sarà più facile da gestire e maggiormente in grado di affrontare le nuove sfide derivanti dall’allagamento, dall’invecchiamento della popolazione e dalla globalizzazione.
Il nuovo FSE sarà inoltre integrato da un nuovo programma che razionalizzerà i finanziamenti per altre azioni a sostegno della politica sociale e occupazionale.
Il capitale umano infatti il fattore principale per riformare i mercati del lavoro e consentire la prosperità sociale.
Il nuovo FSE coprirà due dei tre obiettivi relativi al finanziamento della coesione nel nuovo quadro finanziario. Interverrà in importanti settori d'azione approvati dal Consiglio europeo quali: rafforzare la capacità di adattamento dei lavoratori e delle imprese, facilitare l’accesso al mercato del lavoro, prevenire la disoccupazione, prolungare la vita lavorativa, promuovere l’integrazione delle persone emarginate e svantaggiate, nonché combattere la discriminazione. In base alla proposta della Commissione il FSE rappresenterà il 20-25% dei finanziamenti complessivi destinati alla coesione.
Sarà inoltre promossa la parità di opportunità per donne e uomini, associata ad azioni destinate specificamente alle donne. Il buon governo e il potenziamento delle istituzioni costituiscono un’ulteriore priorità.
Anche la dimensione ambientale sarà presa in considerazione nei progetti approvati.
Nel contesto del nuovo obiettivo 1, “Convergenza – crescita e occupazione”, l’azione del FSE sarà incentrata sugli Stati membri e sulle regioni meno sviluppati.
Per quanto concerne invece il nuovo obiettivo 2, “Competitività regionale e occupazione”, il FSE finanzierà progetti a livello nazionale in settori caratterizzati da mutamenti economici e sociali o da ristrutturazioni derivanti dalla globalizzazione negli Stati membri che non hanno diritto a finanziamenti in base all’obiettivo 1.
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10:05:07 AM
a cura di Corrado Volpini
I nuovi strumenti per la Politica di Coesione.
La Commissione Europea ha recentemente presentato 5 nuove proposte di regolamento riguardanti la riforma della politica di coesione per il periodo 2007-2013 .
Il nuovo pacchetto di regolamenti comprende un regolamento generale che stabilisce una serie di norme comuni per tutti gli strumenti, accompagnato da regolamenti specifici per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione.
Inoltre, viene proposto un nuovo regolamento per fornire un quadro facoltativo agli Stati membri e alle regioni per la creazione di autorità preposte alla cooperazione transfrontaliera (EGCC).
Nel dettaglio:
- Regolamento generale.
Il nuovo regolamento generale definisce i principi, le norme e gli standard comuni per l'attuazione del FESR, del FSE e del Fondo di coesione.
Sulla base del principio della gestione comune ad opera dell'Unione, degli Stati membri e delle regioni, il regolamento definisce un nuovo processo di programmazione e standard comuni per la gestione finanziaria, il controllo e la valutazione.
Il nuovo sistema di erogazione consentirà una gestione più semplice, proporzionata e decentrata dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione.
- Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).
Il ruolo del FESR consiste nel promuovere gli investimenti e contribuire a ridurre gli squilibri regionali nell’UE.
Le priorità in materia di finanziamenti comprendono la ricerca, l'innovazione, le questioni ambientali e la prevenzione dei rischi.
Le infrastrutture conservano un ruolo importante, soprattutto nelle regioni in ritardo di sviluppo.
- Fondo sociale europeo (FSE).
Il FSE fornisce sostegno alle politiche e alle priorità riguardanti la promozione e il miglioramento dell'occupazione, il miglioramento della qualità e della produttività sul lavoro e la promozione dell'integrazione sociale e della coesione.
Il Fondo viene attuato in linea con gli orientamenti e le raccomandazioni formulati nell'ambito della Strategia europea per l'occupazione (SEO).
- Fondo di coesione.
Il Fondo di coesione contribuisce agli interventi nel settore dell'ambiente e delle reti transeuropee.
Esso è destinato agli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) inferiore al 90% della media comunitaria. In base alle attuali statistiche, il Fondo si applicherebbe ai 10 nuovi Stati membri oltre che alla Grecia e al Portogallo.
In futuro, il Fondo di coesione contribuirebbe, insieme al FESR, ai programmi pluriennali di investimento gestiti in maniera decentrata e non sarebbe soggetto all'approvazione da parte della Commissione per i singoli progetti.
- Gruppo europeo di cooperazione transfrontaliera (EGCC).
In virtù dell'articolo 159 del trattato e al fine di superare gli attuali ostacoli alla cooperazione transfrontaliera, è stato proposto un nuovo strumento giuridico che fornisce un quadro facoltativo per la creazione di autorità europee preposte alla cooperazione.
Queste ultime sarebbero dotate della personalità giuridica necessaria per attuare programmi di cooperazione transfrontaliera e si baserebbero su un accordo tra le autorità nazionali, regionali, locali e le altre autorità pubbliche interessate.
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10:06:41 AM
a cura di Corrado Volpini
Il programma di governo della Presidenza Olandese.
Il primo luglio scorso si è insediata a Bruxelles la Presidenza di turno olandese dell’Unione Europea, che resterà in carica fino al 31 dicembre prossimo. Contemporaneamente è stato presentato anche il programma di governo dell’Unione Europea per i prossimi sei mesi.
Le priorità contenute nel programma di governo della Presidenza olandese comprendono:
- La necessità di far in modo che l’allargamento sia un successo. Un allargamento forte e condiviso contribuirà infatti a rendere più sicura e stabile l’intera area europea.
- La necessità di rafforzare l’economia europea, riducendo allo stesso tempo il fardello burocratico. L’Unione Europea, sebbene abbia fatto registrare importanti segni di ripresa, necessita tuttavia di intraprendere una serie di riforme strutturali indispensabili per dare un maggiore impulso alla ripresa economica e renderla durevole nel tempo.
- La necessità di rafforzare l’area di libertà, sicurezza e giustizia. La presidenza olandese intende promuovere la cooperazione nel campo della giustizia e degli affari interni attraverso la predisposizione di un nuovo pacchetto di linee guida di indirizzo politico.
- La necessità di predisporre la struttura del nuovo documento di programmazione economico-finanziario per il periodo 2007-2013 (Agenda 2007).
- La necessità di pensare il futuro ruolo dell’Unione Europea nel mondo, attraverso la predisposizione di una nuova strategia di politica estera. A tale riguardo, la Presidenza di turno olandese intende focalizzare la propria attenzione sul consolidamento e sul miglioramento dei rapporti con l’Asia e il Medio Oriente, nonché promuovere il multilateralismo nelle decisioni di politica internazionale e promuovere la costruzione dello Spazio Europeo di Sicurezza e Difesa.
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| U.E. le istituzioni e le politiche |
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10:03:05 AM
a cura di Corrado Volpini
La nuova strategia della Commissione Europea per rafforzare il partenariato con le regioni ultraperiferiche.
In una Comunicazione presentata il 26 maggio scorso, la Commissione Europea ha proposto un partenariato più forte con le regioni ultraperiferiche dell’Unione (RUP).
La nuova strategia è imperniata su tre assi principali quelli della competitività, dell’accessibilità e dell’inserimento regionale.
La presente strategia si iscrive nella riforma della politica europea di coesione per il periodo 2007-2013.
I tre assi prioritari prevedono:
- Competitività: migliorare la competitività delle RUP mediante la creazione e lo sviluppo di condizioni economiche favorevoli all’insediamento delle imprese;
- Accessibilità: rafforzare l’impegno di coesione a vantaggio delle regioni ultraperiferiche per ridurre le difficoltà connesse alla lontananza, quali la frammentazione in arcipelago o l’isolamento in regioni poco accessibili.
La riduzione di tali svantaggi e dei costi supplementari di produzione delle regioni ultraperiferiche rappresenta infatti una delle principali priorità dell’azione dell’Unione a favore di tali regioni.
- Inserimento regionale: le regioni ultraperiferiche e gli Stati terzi vicini si evolvono in un ambiente regionale comune, e quindi propizio allo sviluppo degli interscambi di beni e servizi.
Per tale motivo occorre favorire l’inserimento delle RUP nell’ambiente geografico ad esse prossimo;
La nuova comunicazione prevede che tutte le regioni ultraperiferiche saranno ammissibili a ciascuno degli obiettivi della politica regionale in funzione del livello relativo di sviluppo: a titolo dell’obiettivo «Convergenza», qualora il rispettivo PIL pro capite (misurato in standard di potere d’acquisto) non superi il 75% della media comunitaria, oppure, negli altri casi, a titolo dell’obiettivo «Competitività regionale e occupazione».
Esse beneficeranno inoltre dell’obiettivo «Cooperazione territoriale europea».
La misure specifiche per consentire alle regioni ultraperiferiche di sviluppare tutte le loro potenzialità riguardano in particolare:
- il programma specifico di compensazione degli svantaggi.
Tale programma, finanziato dal FESR per il periodo 2007-2013, è destinato a ridurre gli svantaggi specifici che si ripercuotono sull’economia delle regioni ultraperiferiche: grande distanza, insularità, superficie ridotta, topografia e clima difficili, dipendenza economica da pochi prodotti.
- il piano d’azione “Grande vicinato”:
Questo piano si prefigge di ampliare lo spazio naturale d'influenza socioeconomica e culturale delle regioni ultraperiferiche. Si tratta di ridurre le barriere che limitano le possibilità di scambi con i paesi dell’area geografica di tali regioni, molto distanti dall’Europa continentale ma assai vicine ai mercati geografici dei Caraibi, dell’America e dell’Africa.
Il piano d’azione “Grande vicinato” prevede misure non soltanto in materia commerciale e doganale, ma anche nell’ambito della cooperazione transnazionale e transfrontaliera
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| U.E. le istituzioni e le politiche |
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9:55:09 AM
a cura di Corrado Volpini
Il nuovo approccio europeo per la prestazione dei servizi di interesse generale di alta qualità.
La Commissione europea ha adottato un nuovo Libro bianco che definisce l'approccio dell'Unione europea inteso a promuovere lo sviluppo di servizi di interesse generale di alta qualità.
Il Libro bianco illustra le conclusioni tratte dalla Commissione a seguito di un'ampia consultazione pubblica lanciata sulla base del Libro verde dello scorso anno.
Nel Libro bianco si sottolinea il fatto che, nel settore dei servizi di interesse generale, le responsabilità sono condivise tra l'Unione e gli Stati membri, e si dà risalto al ruolo svolto dalle amministrazioni nazionali, regionali e locali nel definire, organizzare, finanziare e monitorare tali servizi di interesse generale.
Nel documento vengono sviluppate le componenti principali di una strategia comunitaria i cui obiettivi sono garantire che tutti i cittadini e le imprese possano effettivamente accedere a un ampio ventaglio di servizi di interesse generale e, al tempo stesso, assicurare una maggiore certezza giuridica.
Il documento definisce inoltre una serie di principi guida delle politiche adottate dalla Commissione in materia di servizi di interesse generale, come ad esempio:
Mantenimento di un livello elevato di qualità; sicurezza; garanzia di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti; regolamenti di attuazione per quanto possibile vicini ai cittadini e alle imprese; garanzia di coesione e di accesso universale; rispetto della diversità; valutazione delle prestazioni; trasparenza e certezza giuridica.
Il quadro dei servizi di interesse generale nell'Unione europea si presenta infatti complesso e in costante evoluzione.
Esso comprende:
- un'ampia gamma di attività diverse, dalle attività delle grandi industrie di rete (energia, servizi postali, trasporti e telecomunicazioni) alla sanità, all'istruzione e ai servizi sociali;
- prestazioni di servizi di dimensioni diverse, dal livello europeo a quello mondiale a quello puramente locale;
- prestazioni di servizi di natura diversa: alcune attività sono per natura basate sul mercato e altre sono invece non di mercato.
L'organizzazione di questi servizi varia in base alle tradizioni culturali, alla storia e alla conformazione geografica di ciascuno Stato membro, nonché in funzione delle caratteristiche delle attività svolte, con particolare riguardo allo sviluppo tecnologico.
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